Il 25 settembre 2026 segna un momento significativo con l'atterraggio all'aeroporto di Orly, Parigi, dell'aereo di Papa Leone XIV. La sua discesa dall'aereo è stata accolta dal Presidente Emmanuel Macron, mentre le campane delle chiese risuonavano in tutta la Francia per sette minuti. Nello stesso giorno, il pontefice si è recato al Palazzo dell'Eliseo per un incontro con il capo di stato, per poi proseguire verso la sede dell'UNESCO. Qui, per la prima volta in oltre quarant'anni, ha tenuto un discorso incentrato su intelligenza artificiale, gioventù, pace e dialogo interreligioso.
Questa visita, la prima visita apostolica completa in Francia sotto la presidenza Macron, si svolge in un contesto di crescenti preoccupazioni riguardo all'intelligenza artificiale. Papa Leone XIV, il primo pontefice americano nella storia, ha posto questo tema al centro della sua azione fin dai primi giorni del suo pontificato. Nel maggio precedente, ha emanato l'enciclica Magnifica Humanitas, invocando regole globali per la regolamentazione tecnologica. In un incontro con la Pontificia Accademia delle Scienze, il giorno prima del suo arrivo in Francia, ha nuovamente lanciato un monito sulle minacce derivanti dalle armi cibernetiche, dai sistemi autonomi e dall'enorme consumo di risorse. Presso l'UNESCO, il suo intervento si inserisce nel solco della raccomandazione del 2021 dell'organizzazione sull'etica dell'IA, già adottata da oltre settanta nazioni.
L'immagine pubblica di Papa Leone XIV lo dipinge come una voce che privilegia la dignità umana rispetto al progresso tecnologico. La sua posizione documentata conferma questa coerenza: ha criticato l'IA per la disinformazione, la manipolazione e il rischio di un "apocalisse", pur sottolineandone il potenziale benefico se sottoposta a un controllo rigoroso. A differenza dei suoi predecessori, non si limita ad appelli generici, ma esige norme internazionali, citando rischi concreti per la pace e l'ambiente.
L'incontro con il Presidente Macron e il discorso all'UNESCO offrono al pontefice l'opportunità di rafforzare la posizione della Chiesa dopo gli scandali legati agli abusi e di posizionare la Santa Sede come arbitro morale in un'era di profonde trasformazioni tecnologiche. La Francia, che persegue la sovranità nel campo dell'IA e l'indipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina, trova nel Papa un alleato su questioni etiche e di multilateralismo. Questa non è una semplice visita diplomatica, bensì la conferma di una strategia in cui la Chiesa rivendica un ruolo nei dibattiti globali un tempo considerati prerogativa esclusiva di stati e corporazioni.
Come un antico faro che illumina scogli pericolosi per le nuove navi, Papa Leone XIV utilizza la piattaforma dell'UNESCO per ricordare un principio fondamentale: la tecnologia deve servire l'umanità, e non viceversa. In un mondo in cui l'IA influenza già conflitti e flussi di dati, la sua voce si sta affermando come una delle poche capaci di conciliare etica e politica, senza essere vincolata da interessi nazionali.

