1 ottobre 2026, ad Akorda, Kassym-Jomart Tokaev ha incontrato il presidente e amministratore delegato di General Atlantic, William Ford. Il colloquio non ha riguardato prospettive astratte, bensì un progetto concreto: la «Valle dei data center» a Ekibastuz e la partecipazione del fondo americano alla creazione di infrastrutture per l'intelligenza artificiale e il cloud computing.
Per Tokaev questo incontro è la prosecuzione di una linea coerente. Dal 2019 egli promuove sistematicamente la digitalizzazione come una delle poche leve reali che consentono al Kazakistan di ridurre la dipendenza dall'esportazione di materie prime. Astana Hub, Alem.ai e Qazaq AI Research University non sono semplici nomi, ma elementi già operativi di un ecosistema che dovrebbe portare sul mercato globale aziende come Higgsfield AI. Il coinvolgimento di General Atlantic, nota per gli investimenti nel fintech e nell'IA, dimostra che il presidente è pronto ad aprire le porte al capitale occidentale quando si tratta di tecnologia.
I limiti sono evidenti: il Kazakistan resta nell'orbita dell'integrazione eurasiatica e non può ignorare gli interessi dei vicini chiave. Per questo Tokaev evita dichiarazioni altisonanti anti-russe o anti-cinesi, ma al tempo stesso cerca attivamente fonti alternative di tecnologia e di denaro. Gli investimenti di General Atlantic nella «Valle dei data center» offrono la possibilità di sviluppare l'infrastruttura senza una dipendenza diretta da un solo partner.
In pubblico il presidente parla di un'«IA pacifica e responsabile», al servizio dell'uomo. In realtà si tratta di un calcolo pragmatico: senza tecnologie e capitali stranieri, l'ecosistema kazako rischia di restare un insieme di bei progetti senza un ritorno reale. Ford, dal canto suo, vede nel Kazakistan un punto d'ingresso in Asia centrale, con energia a basso costo e una domanda crescente di servizi digitali.
Questo incontro conferma un vecchio schema di Tokaev: egli non cambia radicalmente il corso di politica estera, ma sfrutta ogni occasione per diversificare le fonti di crescita. Quando le risorse interne sono limitate e la concorrenza globale per la tecnologia si intensifica, il presidente sceglie una partnership mirata con attori affidabili, capaci di portare sia denaro sia competenze.
Come negli scacchi, dove una sola mossa apre più linee d'attacco, Tokaev usa l'incontro con General Atlantic non solo per un progetto concreto, ma anche per lanciare un segnale a tutto il mercato: il Kazakistan è aperto a investimenti seri nel futuro, non soltanto nel petrolio e nel gas.



