Il 6 luglio 2026, la capitale delle Figi, Suva, è stata teatro di un evento storico: l'Australia e le Figi hanno firmato il Trattato per l'Alleanza di Pace nell'Oceano, formalmente noto come Trattato Veitacini o Ocean of Peace Alliance. Questo documento sancisce ufficialmente gli impegni reciproci delle parti in materia di difesa collettiva e sicurezza, un passo che molti esperti interpretano come una mossa decisiva nella strategia di Canberra per consolidare il proprio ruolo nel Pacifico a fronte della crescente competizione con la Cina.
Il contenuto del trattato riflette il principio fondamentale della sicurezza collettiva. Secondo il testo ufficiale diffuso dal Ministero degli Affari Esteri australiano, le parti riconoscono che un attacco armato contro una di esse nell'area del Pacifico rappresenta una minaccia diretta alla pace, alla sicurezza e alla stabilità dell'altra. Ciascuna parte si impegna ad agire per contrastare tale minaccia comune, nel rispetto delle proprie procedure costituzionali e delle leggi interne.
L'accordo richiama esplicitamente la Dichiarazione "Blue Pacific Ocean of Peace", adottata durante il vertice del Forum delle Isole del Pacifico tenutosi a Honiara, nelle Isole Salomone, nel settembre 2025. Questa dichiarazione regionale ribadisce l'adesione al tradizionale "Pacific Way", un approccio basato sulla risoluzione pacifica delle controversie attraverso il dialogo, il consenso e il mutuo rispetto della sovranità, attingendo alle radici storiche della lotta della regione per l'indipendenza e la coesistenza pacifica.
Per l'Australia, l'intesa con le Figi costituisce il quarto trattato formale di difesa dopo quelli siglati con gli Stati Uniti (nel 1951 con l'ANZUS), la Nuova Zelanda e la Papua Nuova Guinea (il Trattato Pukpuk di ottobre 2025). Per le Figi, si tratta invece della prima alleanza di tale portata. Parallelamente alla firma dell'accordo di difesa, le parti hanno stretto anche il patto economico Vuvale Union, che prevede un investimento australiano superiore a un miliardo di dollari per lo sviluppo economico delle Figi nel prossimo decennio.
Le dichiarazioni ufficiali dei primi ministri Anthony Albanese e Sitiveni Rabuka hanno sottolineato il carattere epocale dell'accordo. Albanese ha definito la firma dei due trattati come "una delle iniziative più significative mai intraprese dall'Australia", mentre Rabuka ha evidenziato l'importanza dell'alleanza per rafforzare la stabilità regionale e mostrare l'unità della famiglia del Pacifico dinanzi alle crescenti minacce esterne. Il contesto della firma è degno di nota: la cerimonia si è svolta proprio mentre le forze armate cinesi effettuavano il test di un missile balistico da un sottomarino nel Pacifico, a conferma delle tensioni geopolitiche nell'area.
Il trattato rimane aperto all'adesione di altri Stati del Pacifico, previo consenso unanime dei firmatari attuali. Esso opera in piena conformità con la Carta delle Nazioni Unite e con gli obblighi internazionali in materia di pace e sicurezza globale. L'accordo ha una durata indeterminata, ma può essere rescisso da ciascuna parte con un preavviso scritto di un anno.
A livello regionale, la nuova alleanza è vista come un'iniziativa cruciale per l'affermazione di un'agenda autonoma da parte degli Stati del Pacifico. Il patto si inserisce nella più ampia strategia australiana volta a consolidare la propria posizione e a contrastare l'influenza cinese, cresciuta dopo che Pechino ha siglato nel 2022 un accordo di sicurezza riservato con le Isole Salomone, sollevando timori su una possibile base militare nel Pacifico meridionale. Secondo gli analisti, il Trattato con le Figi dimostra la capacità di Albanese di concludere rapidamente accordi militari strategici, confermando l'Australia come il partner di sicurezza privilegiato per le nazioni insulari.
L'intesa assume un rilievo particolare anche alla luce delle crescenti preoccupazioni ambientali, un aspetto esplicitamente riconosciuto nel testo. Entrambi i paesi si sono impegnati a collaborare su azioni ambiziose e concrete contro il cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi stabiliti dal Forum delle Isole del Pacifico.
Per le Figi e le altre nazioni insulari, i rischi climatici costituiscono una minaccia esistenziale, rendendo la componente ambientale del trattato strategicamente rilevante quanto le questioni di sicurezza tradizionale. L'evoluzione futura dell'alleanza, compresa la possibile inclusione di altri Stati della regione, potrebbe ridefinire profondamente gli equilibri di potere nel Pacifico e determinare quali coalizioni si cristallizzeranno attorno a questo nuovo meccanismo nel quadro della crescente competizione geopolitica.


