Nelle qualifiche dell'E-Prix di Londra, Pascal Wehrlein ha conquistato la pole position, mentre il suo compagno di squadra in Porsche, Nico Müller, partirà secondo – la squadra si è assicurata l'intera prima fila per la prima volta da Città del Messico 2025.
Non si tratta di un semplice weekend fortunato. Nel pieno della lotta per il titolo, dove Wehrlein accusava un ritardo di soli cinque punti dal leader Jake Dennis, i tre punti bonus per la pole hanno ridotto il divario a due punti.
La stagione volge al termine e ogni posizione sulla griglia di partenza ora vale oro: li attende un doppio weekend a Londra che potrebbe decidere le sorti del campionato.
Nella fase finale delle qualifiche, Porsche ha inscenato un duello interno. Wehrlein ha superato con sicurezza Dan Ticktum della CUPRA KIRO, mentre Müller, nella seconda semifinale, ha fatto segnare un tempo di due decimi più veloce rispetto a Mitch Evans di Jaguar, assicurando così alla squadra uno scenario ideale.
In precedenza, nel Gruppo A, si è verificato un incidente: il leader del campionato Dennis si è scontrato con Nyck de Vries di Mahindra, dopodiché è stata avviata un'indagine, ma alla fine partirà solo quinto.
Per Wehrlein è la prima pole a Londra, sebbene avesse già raggiunto i duelli cinque volte su questa pista. Il team Porsche, per la prima volta in questa stagione, ha portato entrambe le vetture in semifinale.
La situazione ricorda una partita a scacchi, dove una mossa precisa cambia l'intera scacchiera: i tre punti per la pole non sono solo una statistica, ma una vera leva di pressione sugli avversari nelle due gare rimanenti.
La vittoria in qualifica dimostra quanto sia importante il lavoro di squadra in Formula E: Müller ha aiutato consapevolmente il suo compagno di squadra, sacrificando le ambizioni personali per il risultato complessivo nella lotta per entrambi i titoli.
Ora tutto si deciderà sul circuito ExCeL, dove il minimo errore potrebbe costare la corona, e Porsche ha già dimostrato di saper giocare d'anticipo.
Questa pole è un segnale che, nel finale di stagione, sarà la squadra con la migliore strategia e psicologia, e non solo il pilota più veloce, a prevalere.

