In una piccola cucina nel cuore di Southampton, lo chef Daniel Rogan adagia con cura fette di carciofo arrosto su un piatto di ceramica grezza, guarnendole con aglio nero e croccanti ritagli di pelle di pollo. L'aroma dell'aglio affumicato si fonde con le note terrose del carciofo, mentre la leggera sapidità della pelle conferisce al piatto una profondità inaspettata: è così che inizia il menù degustazione da cinque, sette o dieci portate di AO by Daniel Rogan.
L'Hampshire, terra di ruscelli gessosi e venti salmastri provenienti dalla Manica, detta il ritmo del menù. Trota dei Chalk Streams di Romsey, merluzzo della costa della Cornovaglia, barbabietole e ravanelli dai campi locali, fragoline di bosco della New Forest. Questi ingredienti non sono semplicemente "locali": l'acqua fredda e ricca di minerali dei torrenti conferisce alla trota un sapore pulito, quasi dolciastro, mentre i terreni calcarei rendono le barbabietole particolarmente zuccherine e consistenti. Qui la stagionalità non è uno slogan, ma una necessità: ogni piatto riflette ciò che la terra e il mare offrono in quel momento nel raggio di pochi chilometri.
La carriera di Daniel Rogan è passata per L’Enclume, Rogan & Co, collaborazioni con Marcus Wareing e il Restaurant Gordon Ramsay, insignito di tre stelle. A Southampton ha inaugurato il suo locale in Oxford Street, dove la cucina a vista e il banco dello chef permettono agli ospiti di osservare la nascita di ogni creazione. La famiglia è il fulcro di questa storia: la playlist composta dagli ABBA e dai successi degli anni Ottanta è un ricordo d'infanzia, di quando ascoltava musica con sua madre. Il team seleziona vini di Exton Park, mentre il pane per gli ospiti celiaci viene sfornato separatamente: la versione senza glutine si è rivelata una delle migliori mai assaggiate.
Le cinque portate del menù del pranzo si dipanano come un racconto del territorio. Dopo il carciofo, viene servita una barbabietola arrosto con ravanelli in salamoia della scorsa estate e una crema al Ragstone in una ciotola di pietra. Segue una trota perfettamente marinata con dashi di cetriolo, pesto di nasturzio e aneto. Il petto d'anatra Aurox frollato a secco è accompagnato da funghi "hen of the woods" e radicchio, mentre il dessert a base di rabarbaro, lime, nocciole e cioccolato bianco con fragoline della New Forest chiude la serata con una freschezza cremosa e una punta di acidità.
Oggi il ristorante si muove in equilibrio tra l'eredità dell'alta cucina e l'esigenza di gestire uno spazio ridotto collaborando con fornitori locali. La flessibilità del menù — con opzioni per vegani, vegetariani e ospiti con intolleranze — dimostra come le tecniche tradizionali si adattino alle esigenze contemporanee senza rinunciare a precisione e stagionalità.
È consigliabile prenotare con anticipo: il menù degustazione parte da £65 per cinque portate, £85 per sette e £125 per dieci, con possibilità di abbinamento vini. Il momento ideale per la visita è a pranzo, quando la luce illumina la cucina a vista, permettendo di osservare lo chef e la sua brigata alle prese con i prodotti appena arrivati dalle fattorie e dai torrenti vicini.
In ogni boccone non si percepisce solo la tecnica, ma una perfetta armonia tra il suolo, l'acqua e le mani che sanno come unirli.



