Il 22 luglio 2026, un autore che opera sotto lo pseudonimo di Gossip Goblin ha presentato il cortometraggio di fantascienza intitolato Pomegranate. Dietro questo progetto singolare si cela il regista e sceneggiatore Zach London, ideatore di un universo futuristico cupo in cui la tecnologia soddisfa ogni desiderio umano, pur fallendo nel garantire la felicità.
Sin dalle prime inquadrature, Pomegranate cattura l'attenzione grazie a una qualità visiva eccellente, realizzata tramite reti neurali generative. Non si tratta tuttavia di una mera sequenza di immagini spettacolari generate casualmente, bensì di un'opera costruita su una sceneggiatura solida, una drammaturgia curata, un montaggio preciso, doppiaggio professionale e un sound design meticoloso.
Zach London ha ricoperto i ruoli di regista, sceneggiatore e produttore. Un team dedicato di artisti si è occupato dell'animazione e del design visivo, mentre il doppiaggio è stato affidato a professionisti del calibro di Sam Dale, Ben Kersley, Oscar Merry e Aycha Ozkan. La colonna sonora originale è stata composta da Ann-Sophie Versnaeyen e Juan Toran, con Marian Balan alla cura del sound design.
Il protagonista di Pomegranate è un ricco aristocratico del futuro che ha già vissuto più di una vita umana ordinaria. Nel corso di lunghi secoli, ha affrontato guerre, goduto di lussi sfrenati e frequentato innumerevoli partner, sperimentando quasi tutto ciò che la civiltà ha da offrire. Nonostante l'amore per le donne e il piacere, persino le impressioni più forti hanno smesso di scuoterlo.
In questo mondo, ricordi, fantasie e intere esistenze possono essere acquistati come oggi compriamo film o videogiochi. L'immortale, ormai annoiato, cerca un venditore di sogni artificiali, sperando di ritrovare un'esperienza che sembri finalmente reale.
La descrizione ufficiale del film chiarisce il conflitto interno: dopo secoli di guerre simulate e meraviglie artificiali, il protagonista brama qualcosa che possa ancora essere percepito come autentico. Pomegranate non è solo un racconto tecnologico, ma un'opera sui sentimenti, la guerra, l'amore e la stanchezza dell'immortalità.
Il film pone interrogativi esistenziali: cosa resta di un individuo se può sperimentare tutto? Le emozioni forti possono essere ripetute all'infinito senza perdere valore? L'idea centrale suona come un monito: l'anima può contenere solo un numero limitato di meraviglie. Quando la meraviglia diventa ordinabile, cessa di essere tale.
Il metodo di lavoro di Zach London è particolarmente degno di nota, poiché l'autore ha deliberatamente evitato di affidare la produzione esclusivamente a generatori automatici. Inizialmente, le immagini statiche sono state create tramite Midjourney, utilizzando impostazioni personalizzate per mantenere un'estetica coerente.
Successivamente, i fotogrammi sono stati rifiniti manualmente con strumenti di editing generativo come Nano Banana, sostituendo il lavoro tradizionale di Photoshop. Solo in seguito le immagini sono state animate tramite il metodo first-frame image-to-video, utilizzando modelli come Kling. Questo approccio richiede un impegno manuale maggiore rispetto alla generazione automatica, ma garantisce un controllo totale su composizione e movimenti di macchina.
Un aspetto cruciale di Pomegranate risiede nel comparto sonoro, interamente umano. Il doppiaggio, la musica e gli effetti sonori sono stati creati da professionisti, una scelta che verrà mantenuta anche nel futuro lungometraggio di London, Gods Don't Give Gifts. Questa decisione evita il senso di artificialità che spesso accompagna le produzioni basate esclusivamente sull'intelligenza artificiale.
Durante la visione, lo spettatore si interroga costantemente su quanto appartenga all'autore e quanto alla macchina. Pomegranate non offre risposte definitive, ma stimola una riflessione profonda sul valore della vita, che risiede non nella quantità di eventi vissuti, ma nella capacità di sentirli davvero.
Il film funge da prologo per il lungometraggio Gods Don't Give Gifts, un'antologia fantascientifica prevista in uscita limitata nelle sale americane il 30 ottobre 2026, con proiezioni pianificate a New York, Los Angeles, San Francisco e Chicago. Con una valutazione di 8,9 su 10, Pomegranate dimostra che, indipendentemente dallo strumento utilizzato, ciò che conta davvero è la capacità dell'opera di farci provare qualcosa di autentico.



