«Lui è la versione migliore di me» (titolo originale Alter Ego, 2026) è una commedia europea colorita e folle nel senso buono, che si distingue nettamente dagli abituali standard hollywoodiani e dalle prevedibili trame americane. Alla regia c'erano Nicolas Charlet e Bruno Lavaine — autori della celebre satira «99 franchi», il che imprime subito alla pellicola il giusto grado di cinismo e surrealismo.
La trama ruota attorno ad Alex Floutard, la cui vita scorre tranquilla ma del tutto anonima. La routine quotidiana va a rotoli quando nella casa accanto si trasferisce il suo sosia identico, che in tutto è migliore e più realizzato dello stesso Alex. Il vicino perfetto diventa per il protagonista l'incarnazione vivente dei suoi complessi e di una profonda crisi d'identità. Poco a poco l'invidia quotidiana si trasforma in paranoia, convertendo il film in una vera commedia nera con elementi di thriller psicologico.
Qui non troverete volgare slapstick americano né stucchevoli lieti fine moralistici. Al loro posto, agli spettatori viene offerta la tipica satira assurda francese, che con caustica eleganza deride l'invidia umana, l'ossessione per il successo sociale e l'eterna abitudine tossica di confrontarsi con gli altri.
Merita particolare attenzione la recitazione. Laurent Lafitte se la cava genialmente nel suo doppio ruolo, mostrando con maestria il contrasto tra l'uomo comune mediocre e pieno di complessi e la sua versione «migliorata» in modo inquietante. Gli fanno compagnia le splendide Blanche Gardin e Olga Kurylenko, aggiungendo alla pellicola il fascino e il carisma necessari.
È un film per chi è stanco delle commedie plastiche e cerca una storia intelligente e ironica con una leggera sfumatura di follia. Il film fa riflettere sulla propria autostima e sull'accettazione di sé, facendolo attraverso il riso e un leggero tic nervoso.
In sintesi: il nostro voto 6.9/10 — una satira solida, elegante e molto europea, che vale la pena guardare con un bicchiere di vino.



