25 novembre 2026 la sede parigina di Bonhams metterà all'asta una Hermès Birkin 30 nera in pelle Togo del 2009 con una dedica manoscritta di Jane Birkin alla sua amica Georgia: «Georgia, che tu sia al sicuro, per noi, i tuoi amici. Jane B (Birkin) Atene». Il testo è tracciato con la penna bianca caratteristica di Jane Birkin, ed è proprio questo segno a distinguere il lotto dagli esemplari di serie del modello. La stima è di 40–70 mila euro. Il lotto può essere esaminato in dettaglio al link https://www.bonhams.com/auction/31809/preview-lot/6216677/hermes-and-jane-birkin-2009-and-2010-sac-birkin-30-en-cuir-togo-noir-hermes-and-jane-birkin-2009-and-2010-birkin-30-bag-in-black-togo-leather/
Bonhams a Londra ha venduto una Birkin 35 nera in Togo risalente al 1999 circa, appartenuta alla stessa Jane Birkin, per 119 mila sterline. La stima pre-asta era di 15–20 mila, cioè il risultato l'ha superata di circa cinque volte grazie alla storia: nel 2014 il pezzo fu destinato a un'asta benefica a favore di Anno's Africa — un fondo intitolato a suo nipote poeta — e nel corredo c'erano una lettera di Birkin e la sua firma apposta sul lato interno.
Nel maggio del 2026, invece, lo stesso reparto parigino di Bonhams proponeva una Birkin 30 del 2024 in pelle Togo verde con una stima di 15–20 mila euro. La differenza tra una «semplice Birkin nuova» e una «Birkin con una biografia documentata» qui è di ordini di grandezza, e la ragione sta nella provenienza del pezzo, non nelle sue qualità.
La storia della Birkin comincia su un aereo. Le versioni divergono sulle date: Bonhams e lo Smithsonian indicano il 1983 e un volo Air France, mentre Fashionista in una delle versioni indica il 1981. Dumas allora era a capo di Hermès, e Birkin si lamentava di non riuscire a trovare una borsa in cui entrassero i biberon per la figlia. Secondo la leggenda, il bozzetto fu abbozzato su un sacchetto di carta per il mal d'aria. Il modello uscì nel 1984, ma rimase a lungo nell'ombra di Chanel: secondo Fashionista, il vero successo arrivò solo a metà — fine degli anni 1990, nell'epoca della «it-bag».
Perché la firma e le annotazioni della proprietaria contano tanto? Hubert Felbacq, responsabile moda e accessori di Bonhams a Parigi, dice che la storia del rapporto di Birkin con la borsa che porta il suo nome resta una delle più longeve nella moda, e che il lotto offre un legame tangibile con la donna che stava dietro l'immagine del modello. Lei le usava sul serio, le decorava con nastri e adesivi di simboli benefici. Tutte e cinque le borse ricevute da Hermès le vendette per beneficenza. La base artigianale spiega perché i collezionisti siano disposti a pagare per una Birkin, e la storia personale aggiunge a questa base una dimensione umana. È proprio questa differenza a determinare oggi il mercato secondario: l'acquirente non paga la rarità della pelle, ma un legame documentato con una persona concreta.


