Divulgazione degli UFO 2026 | Lo sguardo di Avi Loeb sul settimo pacchetto: triangoli, ranch e campioni biologici

Autore: Uliana S

Subito dopo l'uscita del settimo pacchetto di materiali PURSUE l'astrofisico Avi Loeb, presidente dell'UAP Science Advisory Council, ha pubblicato la sua analisi e ha rilasciato un'intervista. La sua attenzione si è concentrata non solo sull'oggetto triangolare del 2026 anno, ma anche su altri documenti del pacchetto che egli ritiene importanti.

Loeb ha osservato che nei materiali provenienti dal Pentagono e dai servizi di intelligence si ripetono costantemente due tipi di oggetti: sfere e triangoli. Essi compaiono sopra obiettivi strategicamente importanti. Secondo lui, i dati attuali dei pacchetti non bastano a determinare la natura del fenomeno. «Non riusciremo a capirci qualcosa sulla base di ciò che ci offrono queste pubblicazioni. È troppo poco», ha sottolineato. La conclusione principale che Loeb trae riguarda la necessità di un approccio diverso. Ha proposto di collocare sensori di qualità superiore proprio nei luoghi in cui sono già stati registrati oggetti triangolari e sfere. «È una proposta vantaggiosa in ogni caso», ha detto Loeb. «O aiutiamo la sicurezza nazionale, oppure facciamo la più grande scoperta della scienza».

Si è soffermato in particolare sui materiali storici legati al ranch nello Utah (noto come Skinwalker Ranch). Nel settimo rilascio ci sono un rapporto della BAASS sulle indagini del 2010 anno e rapporti mensili. Loeb ha notato che in uno dei documenti la BAASS chiede esplicitamente alla DIA di agevolare l'accesso a «materiale biologico di potenziale origine non umana». Vi si descrivono anche i tentativi di stabilire un contatto sul territorio del ranch, con la formulazione «we were acted upon» («siamo stati oggetto di un'azione»). Inoltre, la BAASS ha finanziato uno studio sugli scenari di divulgazione, compresa la reazione della società, dei media, della religione e della scienza a un'eventuale pubblicazione di file governativi sugli UAP. Uno degli scenari è proprio il rilascio ufficiale di documenti declassificati.

Loeb ha sottolineato di collocarsi tra i «credenti» e gli «scettici». Non accetta in partenza nessuna delle versioni e insiste sulla raccolta di prove. «In scienza non bisogna conoscere la risposta in anticipo. Bisogna raccogliere indizi, come un detective», ha osservato. Alla domanda se prima o poi arriverà una risposta chiara dal governo, Loeb ha risposto di sperare in un chiarimento entro un anno o due e che il presidente Trump potrà annunciare i risultati.

Per Loeb il settimo rilascio è stata un'ulteriore conferma: oggetti di un certo tipo continuano a essere registrati, all'interno di programmi speciali si è già discusso di campioni biologici e di scenari di divulgazione, e il sistema esistente di raccolta dati non è sufficiente. I materiali che prima restavano riservati ora vengono alla luce. Il processo di divulgazione continua.

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