Cosa ha raccontato David Grusch sugli esseri simili agli dei greci, e perché la divulgazione potrebbe essere più vicina di quanto sembri

Autore: Uliana S

30 settembre 2026 anno David Grusch è riapparso nel podcast di Joe Rogan. L'ex ufficiale dell'intelligence dell'aeronautica militare statunitense, che in precedenza aveva rappresentato la National Reconnaissance Office (NRO) in un gruppo di lavoro sui fenomeni aerei non identificati, questa volta ha parlato in modo particolarmente dettagliato. La conversazione è durata più di due ore e mezza e ha portato dettagli che prima erano rimasti al di fuori delle sue dichiarazioni pubbliche.

Grusch ha raccontato di aver visto moderne registrazioni video di alta qualità provenienti dai luoghi di recupero dei detriti. Nelle immagini ci sono tre o quattro corpi. Li descrive come «molto, molto belli»: pelle bianco-azzurrina pallida, lunghi capelli grigio-argento, figura statuaria e lineamenti in cui è difficile determinare il sesso. Accanto c'erano tute aderenti e apparecchi a forma di mezzaluna o di boomerang. Proprio queste immagini, secondo lui, aveva in mente il generale William McCasland quando consigliava a Tom DeLonge di «pensare agli dei greci».

Nei racconti delle sue fonti compaiono anche altre creature. Esseri rettiliformi, alti più di sette piedi, con la pelle squamosa, legati ad apparecchi a forma di «tic-tac». In uno dei luoghi di recupero, secondo questi dati, si trovavano i resti sia dei «grigi» sia dei rettiliformi. Per Grusch questo non appare come un incidente casuale, ma come la traccia di uno scontro tra diverse forme di intelligenza non umana. Parla di conflitti che il programma ha registrato nel corso di decenni, e del fatto che in singoli casi «abbiamo abbattuto i rettiliformi».

Su una linea separata si svolge il tema della divulgazione. Grusch ritiene che una parte significativa delle informazioni possa diventare accessibile ancora prima della fine dell'attuale mandato presidenziale. Rogan ha ricordato un breve incontro con Stephen Miller a un evento UFC alla Casa Bianca: Miller allora disse che «la questione degli UFO verrà fuori». Grusch lo percepisce come una conferma di un impulso serio all'interno dell'amministrazione. Allo stesso tempo osserva con cautela un possibile rischio: nelle valutazioni riservate degli anni passati risuonava l'idea che una divulgazione troppo brusca possa provocare una reazione da parte della «terza parte» — qualcosa che egli ha paragonato a un «momento da Ghostbusters».

Avi Loeb, astrofisico di Harvard e presidente del Consiglio consultivo scientifico sugli UAP, ha reagito rapidamente e con misura. Ha ringraziato Grusch per gli sforzi nel promuovere la trasparenza e ha sottolineato la disponibilità del consiglio a studiare scientificamente qualsiasi prova emerga. «La strada migliore da seguire è portare le testimonianze alla luce e trasformare la disclosure in conoscenza», ha scritto, sottolineando separatamente il ruolo della Casa Bianca e di Stephen Miller.

Tutto questo suona come una storia che fino a poco tempo fa sembrava troppo strana. Ora proviene da una persona con un accesso confermato a materiali riservati e continua ad arricchirsi di nuovi dettagli. La questione non è più soltanto se queste testimonianze esistano, ma quanto rapidamente e in quale forma diventeranno accessibili per un vero studio scientifico.

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