Pochi giorni dopo la conferenza stampa tenutasi sui gradini del Campidoglio il 9 giugno 2026, David Grusch ha continuato a rivelare nuovi dettagli attraverso interviste e dichiarazioni pubbliche. L'ex ufficiale dell'intelligence, i cui interventi tengono con il fiato sospeso i sostenitori della disclosure ormai da diversi anni, ha raccontato di aver visto personalmente fotografie di detriti e velivoli di origine non umana.
Secondo quanto riferito, i casi documentati includono mezzi dalle forme più disparate, che spaziano dai classici «dischi volanti» a oggetti ovoidali e altre tipologie morfologiche. «Questi oggetti sono atterrati o si sono schiantati sulla superficie terrestre», ha osservato Grusch, sottolineando come tali materiali abbiano cambiato radicalmente la sua visione del mondo. Ha inoltre confermato l'esistenza di programmi per il recupero e lo studio di tali reperti, aggiungendo che il governo è a conoscenza di diverse tipologie di forme di vita, tra cui esseri fisici ed entità plasmoidi intelligenti.
Proseguendo nel suo discorso, Grusch ha menzionato la presenza di una cerchia ristretta di persone all'interno del governo pienamente al corrente della situazione. Stando alla sua valutazione, circa 200 persone avrebbero accesso al quadro completo, mentre diverse migliaia ricevono solo frammenti isolati di informazioni secondo un principio di compartimentazione a «buccia di cipolla». Questo spiega perché, a suo avviso, persino molti alti funzionari non dispongano di una visione d'insieme esaustiva.
Il documentarista James Fox, presente ai recenti incontri, ha riferito che Grusch ha condiviso con i membri del Congresso materiali che hanno lasciato i partecipanti «senza parole». Si tratterebbe di dati audiovisivi e informazioni su campioni biologici non umani a cui Grusch ha avuto accesso nell'ambito di indagini ufficiali condotte negli ultimi anni. Fox ha evidenziato il profondo impatto personale che questi materiali hanno avuto sullo stesso Grusch.
Grusch ha anche espresso parole di elogio per l'indagine sull'incidente brasiliano di Varginha del 1996, citando le recenti conferme dell'ex ministro della Difesa del Brasile. Queste affermazioni si inseriscono in una linea generale di pressione sul potere esecutivo: dalle richieste di protezione per gli informatori alle indagini sui possibili «fondi neri» che, secondo Grusch, potrebbero ammontare a miliardi di dollari annui e venire utilizzati senza alcuna supervisione statale.
Gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che il processo iniziato nel 2023 sta prendendo slancio. Le testimonianze dei piloti, i dati radar e le dichiarazioni degli insider vengono gradualmente integrati dalle dichiarazioni pubbliche di funzionari ed ex esponenti istituzionali. Mentre gli scettici chiedono prove fisiche inconfutabili soggette a verifica indipendente, i sostenitori vedono in ciò che sta accadendo un cammino coerente verso una maggiore trasparenza.
La data del 9 giugno ha rappresentato una pietra miliare significativa, e le successive interviste e i commenti di Grusch hanno aggiunto ulteriori elementi concreti. All'orizzonte si profilano possibili nuove udienze, iniziative legislative e, come molti auspicano, la graduale rimozione del velo di segretezza su materiali che, secondo i partecipanti, meritano da tempo l'attenzione dell'opinione pubblica. Il dibattito prosegue e ogni nuova dichiarazione spinge a seguire con crescente attenzione l'evoluzione di uno dei temi più intriganti del nostro tempo.


