Nella notte del 4 luglio 2026, i cieli delle latitudini pi meridionali si sono improvvisamente accesi di colori. Le aurore polari, solitamente visibili solo nelle regioni artiche, sono state avvistate perfino nel Nuovo Messico e in California. A innescare lo spettacolo stata una tempesta geomagnetica di livello G3, causata da un'espulsione di massa coronale (CME) giunta sulla Terra dopo il brillamento solare X1.1 dello scorso 30 giugno.
The Sun emitted a strong solar flare on June 30, peaking at 4:50 p.m. ET. NASA’s Solar Dynamics Observatory captured an image of the event, which was classified as X1.1.
Il flare di classe X1.1 si sprigionato il 30 giugno alle ore 20:50 UTC dalla regione attiva 4479. L'evento ha avuto inizio alle 20:34 UTC, concludendosi intorno alle 21:00 UTC. L'espulsione di massa coronale associata ha raggiunto il nostro pianeta intorno alle 12:00 UTC del 3 luglio. Una perturbazione ancora pi intensa, rilevata dopo le 21:00 UTC dello stesso giorno, potrebbe essere riconducibile al nucleo principale dell'espulsione o a un secondo evento verificatosi il 1 luglio. La velocit del vento solare salita a 630 km/s, mentre la componente sud del campo magnetico interplanetario scesa a -19 nT.
L'attivit geomagnetica ha subito un'impennata il 4 luglio. Tra le 00:00 e le 03:00 UTC, l'indice Kp ha toccato quota 6,00, corrispondente a una classe G2. Successivamente, nell'intervallo 03:00-06:00 UTC, il valore Kp balzato a 7,33, raggiungendo il livello G3 di tempesta "forte". Verso le 09:00 UTC, l'intensit tornata a scendere verso la classe G2. L'allerta per tempesta G3 stata diramata alle 05:01 UTC del 4 luglio, restando in vigore fino alle 12:00 UTC del 5 luglio. Le previsioni iniziali indicavano solo un livello G1 con possibili picchi G2, dunque l'effettiva intensit ha superato le stime degli esperti.
Durante una tempesta di classe G3, si possono verificare criticit nelle reti elettriche, attivazioni improprie dei sistemi di protezione, accumuli di cariche sulle superfici dei satelliti e un aumento della resistenza atmosferica nelle orbite basse. Cresce inoltre il rischio di interferenze per i sistemi di navigazione e le radiocomunicazioni. Tuttavia, l'aspetto che ha maggiormente colpito gli osservatori stata la brillantezza delle aurore, estendesi eccezionalmente verso sud. Segnalazioni sono giunte da oltre 30 stati americani, inclusi California e Nuovo Messico, oltre che dalla Tasmania.
L'attivit solare tra la fine di giugno e l'inizio di luglio si mantenuta su livelli elevati. Solo nel periodo compreso tra il 29 giugno e il 4 luglio sono stati registrati pi di 30 flare di classe M e un evento di classe X1.1. Le regioni attive 4479, 4478 e 4475 hanno generato in successione una serie di fenomeni energetici. Questa sequenza di espulsioni riflette la fase di crescita dell'attuale 25 ciclo solare, caratterizzata da un campo magnetico solare sempre pi instabile.
Il vento solare e le tempeste magnetiche non sono meri concetti astratti. Essi rappresentano un legame diretto con la nostra stella: i fotoni che lasciano la superficie del Sole in otto minuti e il plasma che percorre 150 milioni di chilometri in due giorni generano insieme una risposta visibile nell'atmosfera terrestre. La comparsa di aurore in luoghi insoliti ci ricorda quanto il nostro pianeta sia profondamente integrato nelle dinamiche dell'eliosfera.
Monitorare tali eventi permette di comprendere meglio i meccanismi delle relazioni Sole-Terra e di prepararsi adeguatamente alle loro conseguenze.
