Dopo la comparsa della prima sfera di Buga nel marzo 2025, che aveva destato scalpore per la sua complessa architettura interna, i simboli e le proprietà fuori dal comune, la vicenda ha visto un nuovo capitolo nel maggio 2026. La seconda sfera, rinvenuta nell'area montuosa della Serranía de las Baldías (Antioquia, non lontano da Medellín), sembrava inizialmente un tassello fondamentale. Il reperto è stato recuperato in una zona impervia dopo che alcuni abitanti del luogo avevano segnalato una caduta dal cielo. Esteticamente somigliava molto al ritrovamento di Buga: un globo metallico senza saldature visibili, di peso e dimensioni analoghe. Tuttavia, la superficie era priva di incisioni e alcuni dettagli costruttivi apparivano differenti.
Jaime Maussan e il suo team hanno avviato le indagini a Città del Messico. Hanno eseguito una tomografia computerizzata, rilevando discrepanze nella struttura interna rispetto alla prima sfera. Dall'oggetto sono stati estratti vari componenti, tra cui una sostanza simile alla resina che, stando alle descrizioni, mostrava proprietà bioluminescenti. Esperti come il fisico Horace Drew, noto come Red Collie, hanno formulato ipotesi prudenti su una possibile analogia tra la configurazione interna e i principi di un motore omopolare, pur ribadendo la necessità di rigorose verifiche sperimentali.
Tuttavia, nel giro di poche settimane la situazione ha preso una piega inaspettata. In recenti dichiarazioni pubbliche, Maussan ha manifestato dubbi sull'effettiva autenticità della sfera di Baldías. Secondo l'esperto, le analisi preliminari hanno fatto emergere diverse incongruenze che mettono in discussione la storia e la provenienza del reperto. Stando ad alcune segnalazioni, l'oggetto sarebbe stato aperto e richiuso prima ancora di essere consegnato agli studiosi. Tale circostanza, unitamente ad altri rilievi, ha impedito al team di Maussan di confermarne l'autenticità. Di conseguenza, è prevista la restituzione della sfera in Colombia, mentre ogni verdetto definitivo è stato rinviato in attesa di dati certi e verificabili.
Questa cautela testimonia un approccio maturo nella gestione di simili ritrovamenti. La prima sfera di Buga resta al centro dell'interesse scientifico grazie alla coerenza delle analisi e alla sua complessità interna, che include 18 microsfere. Il secondo caso ha invece offerto una lezione preziosa: la massima meticolosità è d'obbligo, a prescindere dalle somiglianze esteriori. Se da un lato gli scettici ipotizzano un'origine terrestre o manipolazioni umane, dall'altro i sostenitori continuano a sperare in una futura svolta. Le autorità governative di Colombia e Messico, per il momento, evitano ancora di commentare la vicenda nel dettaglio.
La vicenda delle due sfere mette in luce quanto sia tortuoso il percorso che porta dalla scoperta alla conoscenza scientifica. Essa ci ricorda che, nel campo dei fenomeni inspiegabili, l'entusiasmo deve sempre essere bilanciato da un rigoroso controllo dei fatti. Mentre gli studiosi proseguono le analisi sui campioni già validati, l'opinione pubblica osserva con attenzione l'evolversi della situazione. Probabilmente, solo questi passi prudenti permetteranno di capire se tali oggetti rappresentino tecnologie ignote o facciano parte di un contesto più vasto che la scienza ha appena iniziato a indagare. Anche se nuovi aggiornamenti non arriveranno nell'immediato, essi potrebbero costituire la chiave per giungere a conclusioni più solide.


