I segreti del genoma del fiore antartico: un'esperienza di adattamento per le nuove generazioni di varietà e colture

Modificato da: An goldy

In uno degli angoli più aspri del pianeta, dove la temperatura scende sotto i meno quaranta e i raggi ultravioletti colpiscono senza pietà, fiorisce comunque una pianta modesta. La Colobanthus quitensis, o perla antartica, è una delle due specie di piante da fiore in grado di sopravvivere in Antartide. Recentemente, scienziati cileni guidati da Eduardo Castro e Claudio Meneses hanno compilato la mappa genetica più completa ad oggi di questa specie, pubblicata sulla rivista Genome Biology and Evolution.

La pianta resiste non solo al gelo e alla siccità, ma anche all'intensa radiazione ultravioletta. Queste qualità hanno attirato a lungo l'attenzione dei biologi. Ora che la mappa del genoma è stata assemblata in quaranta impalcature cromosomiche nell'ambito del progetto Polarix, i ricercatori dispongono di uno strumento per studiare con precisione i geni responsabili della resistenza. I tentativi precedenti, inclusi quelli dei colleghi coreani, fornivano solo un quadro frammentario.

L'obiettivo del lavoro non è creare organismi transgenici. Gli scienziati intendono modificare il genoma di colture agricole già esistenti utilizzando metodi moderni, per trasferire loro i tratti utili della pianta antartica. Secondo Castro, potrebbero volerci dai cinque ai dieci anni per identificare i geni specifici e successivamente sviluppare varietà commerciali.

La capacità della Colobanthus quitensis di mantenere la vitalità in condizioni di carenza idrica e temperature estreme appare come un suggerimento naturale per la coltivazione di colture agricole più resistenti.

L'analogia qui è semplice: immaginate una casa costruita per resistere sia al gelo intenso che al caldo torrido, senza bisogno di riparazioni costanti. La mappa genetica offre l'opportunità di comprendere di quali "mattoni" sia composta tale struttura nella pianta. Successivamente, resta solo da trasferire gli elementi necessari in altre specie, senza violarne l'integrità naturale.

Il lavoro del team cileno si basa su anni di osservazioni e cooperazione internazionale, incluso il supporto proveniente dalla California. I dati ottenuti aprono la porta a ulteriori ricerche, ma rimangono per ora allo stadio di analisi di laboratorio. Risultati concreti di applicazione sul campo non appariranno immediatamente.

Una mappa genetica precisa della pianta antartica aiuta già oggi a comprendere quali meccanismi consentano alla vita di persistere laddove, apparentemente, non dovrebbe esserci, e come questi meccanismi possano tornare utili in un mondo che cambia.

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Fonti

  • Chile-led team maps Antarctic plant genome, step towards climate-resilient crops

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