L'Amazzonia custodisce segreti: due nuove specie di scimmie urlatrici dopo 84 anni

Modificato da: Svitlana Velhush

Le foreste amazzoniche hanno ancora una volta ricordato quanto poco sappiamo del nostro stesso mondo. Un'analisi genetica condotta da un gruppo internazionale di scienziati ha individuato due specie di scimmie urlatrici finora sconosciute — Alouatta iroi e Alouatta matogrossensis. L'ultima nuova specie di questi primati era stata descritta nel 1941, e ora, dopo 84 anni, la natura ha offerto un dono inatteso.

Lo studio si è basato sull'analisi dei genomi di undici specie di scimmie urlatrici del Sud e del Centro America, nonché su dati morfologici di esemplari museali. È emerso che ciò che prima era considerato una sola specie o poche specie rappresenta in realtà diverse linee evolutive indipendenti. Le nuove specie vivono in parti diverse del bacino amazzonico: una nel Brasile nord-occidentale e nelle regioni limitrofe, l'altra nella parte meridionale.

Un ruolo chiave nella formazione di tale diversità è stato svolto dai grandi fiumi — l'Amazzonia, il Rio Branco, lo Xingu e altri. Per milioni di anni hanno funto da barriere naturali, impedendo alle popolazioni di mescolarsi. Di conseguenza, sulle sponde opposte e in aree forestali isolate sono nate specie distinte, adattate alle condizioni locali.

La scoperta sottolinea quanto sia sottovalutato il valore biologico dell'Amazzonia. Molte popolazioni, comprese quelle appena descritte, non sono ancora state sottoposte a una valutazione completa del loro status di conservazione. Particolarmente preoccupante è la sorte di Alouatta matogrossensis: il suo areale si trova in una delle regioni del pianeta con la più rapida deforestazione, dove le foreste lasciano il posto ai terreni agricoli.

Le scimmie urlatrici svolgono un ruolo importante nell'ecosistema: diffondono i semi e servono da indicatore della salute della foresta. La loro scomparsa prima che riusciamo a studiarle e proteggerle significherebbe la perdita non solo di singole specie, ma di interi anelli della complessa catena naturale.

Gli scienziati sperano che i nuovi dati aiutino le organizzazioni per la conservazione a definire con maggiore precisione le priorità e a concentrare gli sforzi sulle aree più vulnerabili. Comprendere il numero reale delle specie e la loro distribuzione è il primo passo per preservare ciò che è ancora possibile salvare.

Ogni scoperta del genere ricorda che anche gli animali apparentemente ben studiati possono nascondere sorprese inattese, e quanto più rapidamente le scopriamo, tanto maggiori sono le possibilità di riuscire a proteggerli.

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Fonti

  • Scientists discover two new species of howler monkey

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