Il mercato delle criptovalute in Russia: 44 miliardi nel mirino dei regolatori

Modificato da: Yuliya Shumai

Более 10 млн криптокошельков россиян находятся в иностранной инфраструктуре и у нас стоит задача перетянуть их в российский регулируемый контур, сказал замминистра финансов Иван Чебесков. Чебесков, да ты оказывается тупее барана. Как ты стал замминистра финансов?

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In Russia, dove la criptovaluta è esistita a lungo in una zona grigia, il suo volume complessivo è stato inaspettatamente stimato in 3,7 trilioni di rubli — circa 44 miliardi di dollari. Il viceministro delle Finanze Ivan Čebeskov ha reso pubblici questi numeri al Forum finanziario di Mosca, citando stime di esperti: più di 20 milioni di persone detengono attività digitali direttamente o attraverso prodotti collegati. Il giro d'affari giornaliero raggiunge nel frattempo 50 miliardi di rubli.

Le cifre appaiono imponenti rispetto ai dati ufficiali della Banca centrale, che in precedenza aveva registrato sulle piattaforme solo 720 miliardi di rubli nel primo trimestre. Il divario si spiega facilmente: una parte significativa delle operazioni e della custodia avviene ancora al di fuori della giurisdizione russa. Ed è proprio su questi flussi offshore che ora puntano le autorità.

La nuova legge sulle valute digitali, entrata in vigore a settembre, introduce la licenza obbligatoria per cambiavalute e depositari, e da luglio 2027 anno — la responsabilità penale per l'organizzazione illegale del commercio. Le normali transazioni civili restano tuttavia fuori dalla zona delle sanzioni severe. I regolatori promettono di creare un'infrastruttura trasparente, comprese le stablecoin russe, ma avvertono: se un emittente straniero congela le attività, le perdite ricadranno sull'investitore.

Dietro questa logica c'è un interesse comprensibile dello Stato — riprendere il controllo sui flussi che ogni anno vengono stimati in 10 trilioni di rubli. Finché una parte significativa del capitale e delle transazioni sfugge alla tassazione e alla vigilanza, come acqua tra le dita. Attrarre le attività verso i depositari nazionali dovrebbe, nelle intenzioni, ridurre i rischi di riciclaggio e al tempo stesso conferire al mercato una legittimità per gli operatori istituzionali.

Per il detentore comune di cripto questo significa una scelta: o restare nell'ombra con il rischio di blocchi e perdite, oppure passare sotto l'ala del regolatore con le sue regole e commissioni. L'analogia qui è semplice — come un giardiniere che decide se lasciare le piante rare in una serra selvatica o trapiantarle in una serra controllata, dove cresceranno, ma sotto sorveglianza.

La differenza nelle stime — da 720 miliardi secondo la Banca centrale a 3,7 trilione secondo il Ministero delle Finanze — ricorda quanto siano fragili i dati in questo settore. Gli esperti osservano che il quadro reale potrebbe essere ancora più ampio, e l'afflusso di nuovi utenti nel 2027 potrebbe aggiungere altri 10 milioni di persone.

In definitiva, lo Stato non si limita a registrare la crescita del mercato, ma cerca di attirarlo nel proprio perimetro — con garanzie per sé e avvertimenti per i partecipanti. La domanda che ora si pone a ogni detentore di attività digitali: quanto è comodo vivere in questo nuovo spazio, più trasparente ma anche più controllato.

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Fonti

  • Russia’s Crypto Market Tops $44 Billion, Government Targets Offshore Transactions

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