A settembre dell'anno 2026 gli aeroporti spagnoli hanno accolto 11,5 milioni di passeggeri aerei internazionali, il 5,1 % in più rispetto all'anno precedente. Questi dati, pubblicati da Turespaña, delineano un quadro di ripresa sostenuta del turismo, ma dietro di essi si celano differenze notevoli tra regioni e mercati.
L'Europa continua a dominare: il 85,4 % dei passeggeri è arrivato da paesi europei, con una crescita del 5,2 %. Il Regno Unito è in testa con 2,6 milioni di persone (22,3 % del flusso totale, +5,2 %), seguito dalla Germania (1,5 milioni, +0,9 %) e dall'Italia (1,1 milioni, +8,1 %). La quota delle Americhe è stata del 6,4 % (+3,2 %), quella dell'Asia di circa il 2 %.
Le compagnie aeree low cost hanno trasportato il 59,8 % dei passeggeri, registrando una crescita del 6,5 %. In nove mesi dell'anno la Spagna ha già accolto 90,9 milioni di passeggeri internazionali (+5,2 %). Tali ritmi confermano l'attrattiva del paese, ma non tutte le regioni condividono l'ottimismo generale.
Mentre Valencia e l'Andalusia hanno registrato gli incrementi più significativi, le Isole Canarie hanno affrontato un calo: 1,12 milioni di passeggeri, con un meno 1,3 % rispetto all'anno scorso. Le Isole Baleari e la Catalogna hanno mantenuto la posizione di destinazioni chiave per i turisti britannici e tedeschi, ma l'afflusso complessivo richiede una gestione attenta del carico sulle infrastrutture e sulla natura.
La crescita del flusso di passeggeri sottolinea l'importanza economica dei collegamenti aerei per la Spagna, dove il turismo resta uno dei principali motori. Al tempo stesso, i dati indicano la necessità di diversificare i mercati e di sviluppare pratiche sostenibili per evitare il sovraccarico delle destinazioni più popolari.
Con ogni probabilità, i prossimi mesi mostreranno se sarà possibile mantenere l'equilibrio tra il numero di visitatori e la qualità dell'esperienza per i residenti e per l'ambiente.

