Nella provincia dello Yunnan (Cina sud-occidentale) e tra le comunità indigene del nord delle Filippine è ben noto un fungo boleto selvatico che i locali chiamano in vari modi: «jian shou qing» (letteralmente «diventa blu in mano», per il rapido virare al blu quando viene danneggiato) oppure «sedesdem». Il suo nome scientifico è Lanmaoa asiatica. Se cucinato correttamente è un fungo commestibile gustoso, venduto nei mercati. Ma se lo si mangia crudo o non sufficientemente cotto, in molte persone iniziano allucinazioni estremamente caratteristiche.
Le persone vedono decine o persino centinaia di minuscole figure umane (di solito alte 3–30 cm). Le figure sono spesso vestite in modo vivace, appaiono molto realistiche e tridimensionali, si comportano secondo le leggi della fisica: camminano attorno agli ostacoli, si arrampicano su sedie e tavoli, saltano in un piatto di zuppa e persino «nuotano» al suo interno. Negli ospedali dello Yunnan si registrano decine di casi simili ogni anno; secondo alcuni dati, circa il 96 % dei pazienti riferisce proprio i «xiao ren ren» — i «piccoli omini». I sintomi di solito iniziano dopo alcune ore e si risolvono in 1–5 giorni, senza esiti letali né gravi danni agli organi.
Questo fenomeno è chiamato allucinazioni lillipuziane (dal nome dei minuscoli abitanti del paese di Lilliput nei «Viaggi di Gulliver»). Si riscontra anche in altre condizioni (delirium, sindrome da astinenza alcolica, alcune malattie neurologiche), ma estremamente di rado. Il fungo fornisce un fattore scatenante relativamente stabile e riproducibile, il che lo rende prezioso per la scienza.
La storia risale agli anni 1930. I missionari sugli altopiani di Papua Nuova Guinea descrivevano una «follia da funghi» dopo il consumo di boleti locali («nonda»). Negli anni 1960 Gordon Wasson, Roger Heim e altri studiarono questi funghi; Albert Hofmann (che scoprì l'LSD e isolò la psilocibina) tentò di individuare le sostanze attive, ma non vi riuscì. Allora molti conclusero che si trattasse più di un fenomeno culturale che chimico.
Negli anni 1990 segnalazioni simili comparvero in Cina. Nel 2015 la specie fu ufficialmente descritta come Lanmaoa asiatica. Domnauer e Dentinger condussero lavori sul campo nello Yunnan e nelle Filippine (inclusa la prima indagine scientifica sui funghi delle Cordigliere settentrionali), raccolsero campioni, intervistarono gli abitanti del luogo e condussero analisi filogenetiche e genomiche di 53 campioni del genere Lanmaoa. Emerse che il «jian shou qing» cinese e il «sedesdem» filippino sono la stessa specie, L. asiatica. Tre culture geograficamente distanti (Cina, Filippine e in precedenza Papua Nuova Guinea) descrivono un effetto quasi identico — un forte argomento a favore di una reale causa chimica, e non di una pura tradizione folclorica.
Risultato chiave: nel genoma di L. asiatica non sono stati trovati geni responsabili della biosintesi della psilocibina, dell'acido ibotenico o di altri noti composti psicoattivi fungini. Ciò conferma l'ipotesi di un nuovo metabolita, per ora sconosciuto. I ricercatori hanno anche descritto diverse nuove specie nel genere Lanmaoa e hanno chiarito le relazioni evolutive del gruppo. Il fungo stesso è più vicino ai comuni boleti (compreso il porcino) che ai «funghi magici» psilocibinici — le loro linee evolutive si sono separate circa 150 milioni di anni fa.




