In un'intervista a Tyler Cowen del 22 ottobre 2026, Michael Kratsios, principale consigliere di Trump per la scienza e la tecnologia, ha illustrato in dettaglio l'essenza del rapporto «Science: A New Golden Age». Ha dichiarato apertamente che il modello lineare di Vannevar Bush, in cui lo Stato finanzia la ricerca di base nelle università e l'industria la commercializza, è superato. Al suo posto l'accento è posto sulla «superintelligenza» — così Kratsios chiama l'IA avanzata — come principale strumento per accelerare le scoperte nei laboratori nazionali attraverso il progetto Genesis Mission.
Per Kratsios questo passo è logico. Durante il primo mandato presidenziale di Trump ha ricoperto la carica di chief technology officer degli Stati Uniti, e prima ancora aveva lavorato nella società di investimenti di Peter Thiel e in Scale AI. La sua esperienza di investitore e tecnologo gli suggerisce che lo Stato non deve limitarsi a distribuire sovvenzioni, ma deve fissare le priorità e garantire l'accesso alla potenza di calcolo, dove il settore privato già investe più che mai.
Il rapporto e le successive dichiarazioni di Kratsios mostrano uno schema coerente: si è sempre battuto per ridurre le barriere normative alle nuove tecnologie, dai droni alla diagnostica basata sull'IA. Ora la stessa logica viene applicata alla scienza nel suo complesso. L'attenzione si sposta dal volume dei finanziamenti all'efficacia: «meglio meno soldi per le cose giuste che più soldi per quelle sbagliate».
Kratsios ammette tuttavia che il Congresso ha mantenuto gli stanziamenti precedenti per gli NIH, mentre il presidente ha proposto un bilancio record per la R&S. I critici, però, rilevano tagli in singoli settori e un minore accento sulle università. Kratsios stesso vi vede non un abbandono della scienza, ma una ristrutturazione dell'ecosistema adattata a una nuova realtà in cui il capitale privato, la filantropia e i laboratori nazionali svolgono un ruolo maggiore.
Elemento chiave del piano è Genesis Mission: uno «strumento» federale basato su supercomputer, accessibile a tutte le agenzie per la ricerca accelerata dall'IA in chimica, scienza dei materiali e biomedicina. Kratsios sottolinea che la superintelligenza diventerà «il più grande passo avanti nella storia delle scoperte scientifiche».
Questo approccio conferma lo stile di lunga data di Kratsios: non teme di cambiare le istituzioni se non sono al passo con i mutamenti tecnologici. La sua reputazione di tecnocrate-investitore, più che di scienziato accademico, spiega perché si dia priorità ai risultati applicati e alle partnership con l'industria, anziché alla tradizionale ricerca «blue sky».
In definitiva, il piano di Kratsios non è solo un aggiornamento della politica scientifica, ma un tentativo di integrare la scienza americana in un'epoca in cui l'IA sta già cambiando le regole del gioco. Il successo dipenderà dalla capacità di mantenere l'equilibrio tra efficienza e scoperte fondamentali, che non sempre producono un ROI rapido.
