La voce della steppa nel cuore di Parigi: gli The HU trasformano la tradizione in musica di unione

Autore: Inna Horoshkina One

Presentazione di The Hu x UNESCO (video completo)

Ci sono voci che si desidera ascoltare con tutto il corpo. Un basso ronzio si dispiega in armonici, le corde si intrecciano al ritmo e la musica acquista una profondità quasi tangibile. Nel suono del gruppo mongolo The HU si incontrano il canto gutturale, gli strumenti tradizionali e l'energia del rock.

26 ottobre 2026 questo mondo musicale ha risuonato nella sede dell'UNESCO a Parigi in occasione della serata Pump Up the Volume for Peace — «Alziamo il volume in nome della pace».

Una voce che racchiude in sé una polifonia

Alla base del suono degli The HU c'è il canto gutturale, noto come khoomei. La sua caratteristica distintiva è il lavoro sugli armonici: sopra il tono fondamentale grave diventa distinguibile un'altra linea sonora, più acuta.

Accanto risuonano il morin khuur — uno strumento ad arco con la testa di cavallo sul manico — e il flauto tsuur. Queste tradizioni figurano nelle liste del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO. Nella musica del gruppo esse incontrano i timbri pesanti delle chitarre e una pulsazione ritmica insistente. Gli stessi musicisti chiamano il loro genere Hunnu Rock.

Così nasce uno spazio sonoro riconoscibile. La voce prolungata mantiene la profondità, le corde aggiungono movimento, le percussioni raccolgono tutto in un ritmo comune. Anche senza la traduzione delle parole, l'ascoltatore può rispondere al timbro, al respiro e alla forza dell'esecuzione.

Un'eredità che continua a creare

Gli The HU sono nati a Ulan Bator nel 2016. Nel novembre 2022 il gruppo ha ricevuto il titolo di «Artista UNESCO per la pace» — la serata parigina ha dato seguito a questa collaborazione.

Per i musicisti, la conoscenza della cultura mongola da parte del pubblico mondiale è legata alla curiosità e al rispetto reciproco. Sul loro sito ufficiale spiegano: le esibizioni offrono alle persone l'opportunità di apprezzare la propria eredità e, al tempo stesso, di scoprire quella di altri popoli.

È particolarmente interessante ascoltarlo proprio nella musica. Uno strumento antico può entrare in un nuovo ensemble. Una tecnica vocale tramandata di generazione in generazione può diventare parte di una canzone moderna. Dall'incontro nasce un altro modo di esprimere ciò che è caro all'interprete.

Che cosa ha aggiunto questo evento al suono del pianeta?

Un'ulteriore occasione per ascoltare quante sfumature ha la voce umana comune.

Nello spazio GAYA ONE ogni suono ha il suo posto. Canto gutturale, rock, una melodia sommessa, uno strumento sconosciuto — ogni incontro amplia la nostra percezione e ci invita ad ascoltarci con maggiore attenzione.

La sinfonia planetaria nasce da questa diversità. Ognuno apporta il proprio timbro irripetibile, e l'armonia apre la possibilità di creare insieme ciò che prima non esisteva.

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