Un computer non deve più necessariamente avere l'aspetto di una scatola con processore, schermo e ventola.
Gli scienziati hanno creato un computer molecolare di DNA, capace di eseguire calcoli letteralmente in una goccia d'acqua salata.
Il sistema è stato chiamato Scaffolded DNA Computer — SDC. Al posto dei transistor al silicio utilizza lunghe e corte catene di DNA, che si legano tra loro secondo regole prestabilite.
In sostanza, le molecole stesse «passano in rassegna» le varianti e tendono a formare la struttura più stabile: ed è proprio questa a corrispondere alla risposta corretta.
E non si tratta di un semplice trucco scenografico da laboratorio.
I ricercatori hanno eseguito su un simile computer 10 programmi diversi: eseguiva addizioni, moltiplicazioni, divisioni, determinava la parità e affrontava persino calcoli a 100 bit.
I compiti più piccoli richiedevano meno di un minuto, mentre i più complessi potevano impiegare molto più tempo.
Particolarmente interessante è che un simile sistema può essere utilizzato più volte. Gli stessi programmi sono stati avviati più volte con dati di input diversi, e il computer ha continuato a funzionare.
E non ha bisogno del consueto processore elettrico. Il suo «motore» sono la chimica e la termodinamica: le molecole di DNA si riorganizzano da sole per raggiungere uno stato stabile.
Sostituire i portatili con una simile tecnologia è, naturalmente, ancora molto lontano. I normali chip al silicio restano per ora incomparabilmente più veloci e più comodi.
Ma i computer a DNA possono rivelarsi utili in ambiti del tutto diversi — per esempio per conservare informazioni, creare sensori molecolari, materiali intelligenti e calcoli direttamente all'interno delle cellule viventi.
Ne risulta un'evoluzione piuttosto curiosa della tecnologia informatica.
Un tempo il computer occupava un'intera stanza.
Poi trovò posto su una scrivania.
Poi — in tasca.
E ora gli scienziati sono arrivati allo stadio:
«Attento, non versare il computer». 😄


