Unione dei difensori dei cammelli selvatici nella riserva di Xinjiang

Modificato da: Svitlana Velhush

Alla fine di ottobre dell'anno 2026, una delegazione dell'Associazione di Xinjiang per la protezione dei cammelli selvatici, guidata dal presidente Wang Xinyai, ha visitato la riserva naturale del monte Kalamaili nella regione autonoma uigura di Xinjiang. Scopo del viaggio era conoscere i metodi moderni di tutela degli ecosistemi desertici e dei rari ungulati.

La riserva, estesa circa 14,7 mila chilometri quadrati, si trova sul margine orientale del bacino di Junggar. Costituisce un importante corridoio ecologico tra il Tien Shan e l'Altaj e una barriera contro l'avanzata del deserto di Gurbantünggüt. Qui vivono decine di specie di vertebrati, tra cui 14 specie animali sottoposte alla prima categoria di protezione statale della Cina.

Gli ospiti hanno visitato il centro di controllo, dove opera un sistema integrato di monitoraggio «cielo-terra-aria». Grazie a collari satellitari, telecamere a infrarossi e pattugliamenti aerei, gli operatori seguono giorno e notte gli spostamenti degli animali, lo stato della vegetazione e le possibili minacce. Tali tecnologie consentono di reagire tempestivamente ai cambiamenti nel deserto.

Particolare attenzione è stata dedicata alla stazione di monitoraggio del cavallo di Przewalski presso la sorgente di Baifangzi. Un abbeveratoio stabile e l'ambiente circostante sono stati fattori chiave per il successo del ritorno della specie allo stato selvatico. Entro la fine dell'anno 2025 la riserva contava già 392 esemplari di cavalli di Przewalski viventi in libertà, capaci di riprodursi autonomamente.

Nel museo e nel cinema immersivo la delegazione ha ripercorso la storia della formazione dell'ecosistema desertico e gli attuali piani per la sua conservazione. I partecipanti hanno osservato che l'unione del monitoraggio scientifico con l'attività divulgativa produce risultati tangibili nel ripristino delle popolazioni.

Il noto artista ed esperto dell'associazione Chen Ao, che ha superato gli ottant'anni, ha donato alla riserva le sue opere dedicate agli animali del Gobi. I dipinti sono diventati il simbolo dell'unione di scienza, cultura e iniziativa pubblica nella tutela della natura.

La visita ha dimostrato quanto sia importante unire gli sforzi delle strutture statali e delle organizzazioni sociali. I progetti congiunti permettono non solo di proteggere singole specie, ma anche di preservare l'integrità di interi paesaggi desertici, da cui dipende la stabilità della regione.

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Fonti

  • 新疆野骆驼保护协会走访卡拉麦里山自然保护区

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