DOMANDA:
Mi sono imbattuto nel libro 'Conversazioni con Dio' di Walsh. Cosa ne pensi di questi dialoghi? E ha senso pregare Dio se, in linea di principio, tutto dipende da noi stessi?
RISPOSTA di lee:
È una serie di libri notevole. Sembra fossero quattro volumi (seguiti poi da commenti), i quali si espandono l'uno sull'altro in modo sequenziale.
In questi testi, Dio afferma chiaramente all'autore: 'Io sono te'. Dunque, seguendo questa logica, la questione di pregare un'entità esterna viene superata.
Ciò che si desidera comunicare con il proprio Sé non è propriamente una preghiera, bensì un atto di auto-riconoscimento della Creazione.
Se quest'idea dovesse risultare difficile da accettare, considerate che la preghiera autentica consiste unicamente nel RICONOSCERE e nel RINGRAZIARE, e non nel chiedere. Infatti, 'prima che voi chiediate, il Padre Celeste sa già'. Non comunicherete nulla di nuovo a Dio con una richiesta.
Potete invece esprimere voi stessi attraverso la gratitudine per ciò che esiste. La preghiera è, in ultima analisi, l'arte della gratitudine e dell'accettazione.



