Un nuovo modello di intelligenza artificiale chiamato EarlyDetect è in grado di individuare i primi segni della formazione di regioni attive solari in media 9,24 ore prima che appaiano sulla superficie visibile del Sole.
Lo sviluppo è stato condotto da ricercatori del New Jersey Institute of Technology (NJIT), della Princeton University e del NASA’s Ames Research Centre. Il sistema analizza i cambiamenti delle onde acustiche e del campo magnetico del Sole utilizzando i dati dell’osservatorio NASA Solar Dynamics Observatory (SDO).
Le regioni attive sono zone di intensa attività magnetica dove si formano le macchie solari e possono verificarsi brillamenti o espulsioni di massa coronale. La loro origine inizia sotto la superficie visibile e l’osservazione diretta è difficile.
EarlyDetect utilizza un’architettura basata su trasformatori che elabora sequenze di mappe orarie di potenza acustica e misurazioni del campo magnetico provenienti dallo strumento Helioseismic and Magnetic Imager a bordo di SDO.
Nei test, il modello ha superato i trasformatori standard e i metodi precedenti. È interessante notare che il tentativo di filtrare le oscillazioni “superflue” ha ridotto la precisione: è proprio in questi segnali deboli che erano contenute le informazioni sulle fasi più precoci della formazione.
Il modello rimane per ora sperimentale. Non è in grado di prevedere se la regione individuata porterà a un brillamento o a un’espulsione, e può dare falsi positivi.
I ricercatori hanno pubblicato il dataset Solar Active Region Emergence Dataset (SolARED) e un portale interattivo chiamato Solar Active Region Portal, affinché altri scienziati possano testare nuovi approcci alla previsione.
La rilevazione precoce delle regioni attive in prospettiva darà agli operatori satellitari, ai fornitori di telecomunicazioni e alle reti elettriche ore aggiuntive per prepararsi a possibili interruzioni. Ma prima dell’uso operativo sarà necessario testare su un numero molto maggiore di eventi.
Riuscirà EarlyDetect in futuro a diventare parte di un sistema reale di allerta meteorologica spaziale?
