Una città romana dimenticata sul Danubio: un anfiteatro per ottomila spettatori e l'enigma dell'abbandono improvviso

Modificato da: Svitlana Velhush

Per secoli i campi lungo il Danubio nella Bassa Austria sono apparsi come una comune pianura rurale, finché gli strumenti geofisici non hanno rivelato sotto di essi una nitida griglia di strade e una vasta arena ovale. I ricercatori dell'Università di Innsbruck e di organizzazioni partner hanno scoperto qui i resti di una città romana precedentemente sconosciuta, estesa 25–30 ettari, costruita secondo un piano unitario e dotata di un anfiteatro capace di circa ottomila spettatori.

L'insediamento sorse intorno all'anno 80 della nostra era, nella zona dell'odierna Sankt Pantaleon-Erla, non lontano da un piccolo presidio di cinquecento uomini. La città forse portava il nome di Claudivium, noto soltanto da antiche carte. La planimetria regolare, le strade ampie e un monumentale edificio per gli spettacoli, paragonabile per dimensioni all'anfiteatro di Carnuntum, indicano uno status considerevole dell'insediamento sul confine danubiano della provincia del Norico.

Particolarmente notevole è che la vita qui si interruppe intorno all'anno 180 — bruscamente, ma senza tracce di incendi o distruzioni. Gli archeologi parlano di un abbandono pianificato e organizzato della popolazione. Nel corso del secolo della sua esistenza la città era riuscita a diventare una «capsula del tempo»: il breve periodo di insediamento permette di seguire con chiarezza la vita quotidiana nella periferia romana, dal commercio attraverso il Danubio alle pratiche culturali legate all'anfiteatro.

La scoperta mette in discussione la consueta immagine degli insediamenti di confine romani come modesti avamposti militari. Persino accanto a una piccola fortezza poteva crescere una struttura urbana compiuta, pensata per gli spettacoli e il commercio. Questo ricorda come l'impero sapesse creare rapidamente infrastrutture e poi smantellarle altrettanto rapidamente, quando cambiavano le priorità strategiche.

Oggi i campi appartengono di nuovo agli agricoltori, ma sotto di essi si conserva un quadro integro della presenza romana. I metodi geofisici applicati dalla squadra permettono di studiare il sito senza scavi su larga scala, preservandolo per le future generazioni di ricercatori. Simili ritrovamenti mostrano quanto ancora resti nascosto sotto il paesaggio consueto dell'Europa.

Ogni nuovo frammento del mosaico romano sul Danubio ci spinge a ripensare non solo le mappe del mondo antico, ma anche il nostro stesso atteggiamento verso ciò che consideriamo uno spazio «vuoto» intorno a noi.

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Fonti

  • Lost Roman City With 8,000-Seat Amphitheater Discovered in Austria

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