Nelle montagne del Michoacán, dove i pendii ripidi e la vegetazione fitta rendevano inaccessibili le aree bruciate, ha iniziato a operare una nuova tecnologia: i droni si alzano in volo e spargono con cura speciali palline contenenti semi. Questa innovazione permette di riportare la vita in luoghi dove prima era impossibile, o economicamente non conveniente, arrivare manualmente.
La Commissione forestale dello Stato ha avviato il programma «Bio Renace: Dispersando Vida» (uno dei primi nel Paese), che è già al secondo anno consecutivo di attività. In questo periodo sono già stati ripristinati più di 50 ettari di foresta: sono state fatte alzare in volo più di 600 mila ermosfere — speciali palline formate avvolgendo i semi con terra e sostanze nutritive. Per ogni ettaro se ne impiegano circa quattromila. I droni svolgono il compito in otto municipi del Michoacán, tra cui Nuevo Urecho, Pátzcuaro e Mesa de Tzitzio.
In ogni luogo si scelgono le specie arboree adatte. Sui pendii d'alta quota si seminano Pinus devoniana e Pinus pseudostrobus — specie adattate alle condizioni fredde e umide delle foreste montane. Nelle zone più calde di Turicato e Tacámbaro, dove il clima è più mite, si utilizzano Enterolobium cyclocarpum (guanacaste), Leucaena leucocephala e Swietenia humilis — alberi a crescita rapida di origine tropicale. Tali combinazioni sono scelte appositamente: attecchiscono meglio nelle condizioni locali e aiutano il suolo a riprendersi dopo gli incendi e l'erosione. I test di laboratorio mostrano che le ermosfere raggiungono una sopravvivenza del 40 per cento in condizioni controllate.
La tecnologia è particolarmente preziosa proprio nelle zone difficilmente accessibili. La piantagione manuale lì è o impossibile, o richiede enormi dispendi di tempo, denaro e forze. I droni sorvolano pendii ripidi e gole strette, distribuendo il materiale in modo uniforme e senza lasciare tracce di erosione dovute all'attività umana. Questo non si limita ad accelerare il lavoro: rende il ripristino ecologicamente sicuro ed economicamente sostenibile là dove prima non lo si sarebbe nemmeno sognato.
Il programma prosegue: nelle prossime settimane i voli si svolgeranno a Quiroga e Los Reyes, per poi raggiungere Uruapan. L'obiettivo iniziale era portare la superficie totale a 50 ettari e disperdere 200 mila ermosfere — questo traguardo è già stato superato. Ogni volo di questo tipo non è solo semi, ma anche un investimento nel ripristino ecologico: il suolo trattiene l'umidità, le radici consolidano i pendii, e uccelli e insetti trovano nuovi luoghi dove vivere.
Quando l'uomo usa le tecnologie moderne non per conquistare la natura, ma per farla rinascere, il risultato va oltre la selvicoltura. I giovani alberi diventano scudi viventi contro frane ed erosione. Gli ecosistemi ricostruiti attirano di nuovo la vita selvatica. La foresta ricomincia a svolgere il suo ruolo — custodire l'acqua, produrre ossigeno ed essere casa per migliaia di specie. Nel Michoacán questo lavoro è già iniziato, e presto il cielo sopra le montagne tornerà a riempirsi dei richiami degli uccelli e del ronzio delle api.

