Nella riserva «Rubbovskaja step'» del Territorio dell'Altaj sono stati rilasciati venti falchi sacri, allevati appositamente per il ritorno in natura. Gli uccelli sono stati selezionati in base al piumaggio chiaro, caratteristico proprio di questi luoghi, e sono stati forniti a titolo gratuito dal vivaio «Altaj-Fal'kon» dell'Università statale dell'Altaj.
Il falco sacro è uno dei predatori più rari della Russia. Secondo le ultime stime, nel paese nidificano non più di 1,2 mila coppie. Le cause principali della diminuzione sono la perdita dei terreni steppici, il calo numerico delle prede e il bracconaggio. Nel Territorio dell'Altaj il programma di riproduzione e rilascio è attivo da cinque anni; in questo periodo sono stati restituiti alla natura più di cento uccelli, e nel 2026 anno — trenta.
La scelta del luogo non è casuale. Nella «Rubbovskaja step'» si sono conservati siti di nidificazione adatti, c'è cibo a sufficienza e pochi fattori di disturbo. Gli uccelli cresciuti in cattività hanno la possibilità di adattarsi rapidamente e di inserirsi nella popolazione locale. Tali rilasci aiutano non solo ad aumentare il numero, ma anche a sostenere la diversità genetica nei gruppi isolati.
Progetti simili mostrano come il lavoro mirato dei vivai e delle riserve possa compensare le perdite causate dall'attività economica dell'uomo. Nelle regioni vicine si registra già la crescita di altre specie inserite nel libro rosso — per esempio, i pellicani ricci. Ciò conferma che il ripristino è possibile quando gli sforzi si concentrano su territori e specie specifici.
Ogni falco sacro rilasciato non è semplicemente un uccello, ma parte di un ecosistema steppico vivo, dove il predatore regola il numero dei roditori e mantiene l'equilibrio. I programmi di riproduzione e rilascio diventano uno degli strumenti che permettono di conservare ciò che si può ancora salvare.
I rilasci regolari di predatori rari in territori adatti aiutano a ripristinare i legami naturali nei paesaggi steppici.


