Sull'isola di Seram, in Indonesia, il popolo Huaulu ha utilizzato per secoli le piume del cacatua crestasalmone (Cacatua moluccensis) nella sacra cerimonia Sidaka, che segna il passaggio dei giovani all'età adulta. Oggi questa specie è considerata in via di estinzione e la minaccia principale deriva non solo dalla perdita dell'habitat, ma anche dal bracconaggio a scopo commerciale. Tuttavia, la comunità ha trovato una soluzione che permette di preservare sia gli uccelli che il rituale.
Invece di cacciare gli uccelli selvatici, gli Huaulu ora ottengono le piume cadute naturalmente dai cacatua nei centri di riabilitazione. La soluzione è nata nel corso di discussioni congiunte con scienziati dell'Australian National University, dell'Università Gadjah Mada e di un'organizzazione locale per la conservazione della natura. Il governo indonesiano ha ufficialmente riconosciuto il nuovo approccio, creando una sorta di "banca delle piume".
Le ricerche mostrano che per gli Huaulu moderni la forza spirituale della cerimonia non è legata all'atto della caccia in sé, ma all'integrità intrinseca della specie. La piuma, ottenuta senza violenza, conserva la sua sacralità, e la popolazione di cacatua ottiene una possibilità di ripresa. Il commercio commerciale di animali rimane la causa principale del declino numerico, mentre le pratiche tradizionali vengono spesso ingiustamente accusate di causare danni.
Questo caso dimostra come le tradizioni culturali possano evolversi insieme agli obiettivi di conservazione. Quando la comunità partecipa in prima persona alla ricerca di soluzioni, il risultato si rivela sostenibile: il rituale rimane vivo e gli uccelli non soffrono. Modelli simili vengono già considerati come esempio per altre regioni, dove si scontrano gli interessi delle popolazioni indigene e la conservazione della biodiversità.
Dal 2019 al 2025 i ricercatori hanno condotto interviste e lavori sul campo con la partecipazione degli anziani Huaulu, del personale del Parco Nazionale di Manusela e di specialisti della riabilitazione. I dati ottenuti sono stati pubblicati sul Journal of Ethnobiology e sottolineano: la conservazione della specie è impossibile senza il rispetto per la cultura che la venera.

