Nelle acque dell'arcipelago di Raja Ampat, in Indonesia, sono stati rilasciati 82 giovani squali zebra, una specie rara e vulnerabile la cui popolazione in natura è drasticamente diminuita. Questo evento fa parte di un vasto programma internazionale che, a quanto pare, per la prima volta al mondo ha tentato di riportare in mare squali allevati in cattività.
Il progetto ha unito gli sforzi di sessanta acquari di quindici paesi: hanno trasferito uova sane in allevamenti specializzati. Lì i giovani sono stati cresciuti sotto la supervisione di esperti fino a raggiungere circa un metro di lunghezza. Poi sono stati trasferiti in una zona protetta di quarantaseimila chilometri quadrati, uno degli ecosistemi marini più ricchi del pianeta.
I primi dati del monitoraggio satellitare mostrano che gli squali rilasciati cacciano con successo e non lasciano i confini della riserva marina. Questo è incoraggiante: gli squali zebra impiegano dai cinque ai dodici anni per raggiungere la maturità sessuale, e gli scienziati sperano di vedere i primi segni di riproduzione naturale già dal 2028.
Dietro questo passo non c'è solo il salvataggio di singoli individui, ma il tentativo di ripristinare l'integrità della catena alimentare marina. Gli squali zebra svolgono il ruolo di 'spazzini' delle barriere coralline, controllando le popolazioni di invertebrati e piccoli pesci. La loro scomparsa altera un equilibrio che si è formato in milioni di anni.
Il successo del progetto dipende da molti fattori: dalla qualità dell'acqua e dalla disponibilità di cibo alla protezione dal bracconaggio. Per ora tutto procede secondo i piani, ma il risultato a lungo termine sarà visibile solo dopo anni di osservazione.
Ogni ritorno di questo tipo ricorda che, anche in un'epoca di minacce globali, la natura è in grado di riprendersi se l'uomo smette di essere solo un consumatore e inizia a svolgere il ruolo di partner premuroso.
