Il Sole ha mostrato relativa calma nell'ultimo giorno, dopo diversi giorni di intensa attività. Nelle ultime 24 ore sono state registrate solo nove eruzioni di classe C, deboli impulsi di energia che non comportano rischi significativi per la Terra.
Tuttavia, l'attenzione degli astronomi e del centro di previsione del tempo spaziale NOAA SWPC è rivolta a un'espulsione di massa coronale (CME) avvenuta il 24 luglio. Questa nuvola di plasma e campo magnetico, espulsa dalla corona solare nello spazio interplanetario, si sta dirigendo verso il nostro pianeta. I modelli di propagazione del vento solare prevedono il suo arrivo per il 27 luglio, con un possibile impatto prolungato il 28 luglio.
La CME è caratterizzata come debole e laterale, il che significa che l'impatto principale dell'espulsione passerà accanto alla Terra, colpendo solo tangenzialmente la sua magnetosfera. Grazie a ciò, non sono attese potenti tempeste geomagnetiche. Tuttavia, l'indice planetario Kp potrebbe raggiungere valori di 5-6, corrispondenti a tempeste geomagnetiche di livello G1 (debole) e G2 (moderata). Queste condizioni sono appena sufficienti per provocare bellissime aurore polari nelle latitudini settentrionali.
Gli osservatori a Seattle, Minneapolis, Edimburgo, così come nel sud del Canada e in Scandinavia, si stanno già preparando per un possibile spettacolo nella notte tra domenica e lunedì. L'intensità e la visibilità delle aurore dipenderanno dall'orientamento del campo magnetico della CME stessa: se sarà diretto verso sud (rispetto alla magnetosfera terrestre), l'interazione si intensificherà e la probabilità di luminosi fenomeni aurorali aumenterà significativamente.
Il vento solare si sta gradualmente indebolendo dopo il passaggio di un flusso ad alta velocità da un buco coronale. La velocità è scesa da 535 km/s a 495 km/s, e il campo magnetico terrestre rimane al momento calmo. Ciò consente una previsione più accurata dell'impatto dell'espulsione in arrivo.
Le regioni attive AR4494 e AR4496 continuano a essere presenti sul disco solare. L'AR4494, con la configurazione più complessa del campo magnetico (tipo beta-delta), continua a crescere e mostra un potenziale per eruzioni di classe M. L'AR4496, recentemente apparso sul bordo orientale del disco visibile, sta anch'esso acquisendo forza. Tuttavia, al momento, queste regioni non stanno generando eventi significativi.
La previsione per i prossimi tre giorni rimane moderata: l'attività eruttiva complessiva è attesa a un livello basso o medio, e la probabilità di potenti eruzioni di classe M, e ancor più di eventi di classe X, rimane bassa. L'interesse principale nei prossimi giorni non sono le eruzioni solari, ma l'interazione della CME in arrivo con la magnetosfera terrestre e le possibili aurore polari che potrebbe provocare.



