Ricordate, abbiamo già smontato questo progetto atomo per atomo quando è esploso sugli schermi? All'inizio, "Un Amore Perfetto" sembrava una promettente decostruzione detective delle tradizioni familiari, dove la facciata perfetta dell'aristocrazia si sgretolava al primo riscontro della polizia. Abbiamo scritto di come, dietro decorazioni raffinate e sorrisi finti, si nascondessero scheletri che uscivano dagli armadi direttamente sulla spiaggia nuziale di Nantucket. (La nostra prima analisi piena di speranze: [https://gaya.one/ru/society/films/skelety-na-plaze-pocemu-ideal-nyj-fasad-aristokratii-rusitsa-pri-pervom-ze-obyske-detektivnaa-dekonstrukcia-semejnyh-cennostej-v-hite-ot-netflix]).
Ma il tempo è il giudice più severo. Ora che è uscita la seconda stagione e l'entusiasmo iniziale si è placato, si è formata non solo la nostra, ma anche la vera, sobria valutazione degli spettatori. E questa, ahimè, si è rivelata molto più prosaica di quanto promettessero i poster patinati.
Cosa abbiamo nel risultato finale, asciutto ma brillante? Il verdetto degli spettatori è inesorabile: dietro l'immagine abbagliante, i balli ipnotici nella sigla iniziale e gli impeccabili abiti d'alta moda, si nasconde una trama che a volte arranca nella sua stessa melmosa intriga. Sebbene gli spettatori abbiano apprezzato molto la recitazione e l'ambientazione. La seconda stagione ha messo definitivamente i puntini sulle "i": la formula "anche i ricchi piangono" funziona solo fino a un certo punto. Dove nella prima stagione si percepiva ancora l'intrigante ermeticità di un giallo alla Agatha Christie, nella seconda emerge sempre più spesso un gioco prolungato di "indovina quale assurdità inventeranno gli sceneggiatori nel finale".
La nostra valutazione? 7.8/10 da Gaya. Il gioco è magnifico, il punteggio è alto per il lusso e l'atmosfera. E rimane un'attrazione visivamente impeccabile. Nicole Kidman, come sempre, ipnotizza con la sua presenza sullo schermo, trasformando il suo personaggio da bambola di ghiaccio a complesso, pulsante nervo dell'intera storia. Ma la serie scivola sempre più spesso in un melodramma prevedibile, dove le motivazioni dei personaggi cambiano non per profondità psicologica, ma per il freddo requisito del piano di sceneggiatura. Il nuovo capitolo della storia, presentato come un'antologia basata sul romanzo "Swan Song", ha solo confermato: il mondo di Nantucket è bellissimo, ma i suoi segreti non suscitano più il timore di una volta, ma solo una stanca familiarità.
"Un Amore Perfetto" non riguarda più da tempo *chi* ha ucciso. Riguarda perché continuiamo ancora a guardarlo, nonostante le crepe evidenti nella facciata perfetta. Se siete disposti a perdonare le forzature della trama per la perfezione estetica, i dialoghi velenosi e gli arredi lussuosi, questa serie è ancora la vostra. Ma se vi aspettavate una decostruzione geniale, ahimè, gli scheletri sulla spiaggia sono rimasti solo un bel fondale scenico.



