La valuta fatta di watt e tonnellate: Elon Musk disegna un'economia in cui il denaro di sempre si dissolve nello spazio

Autore: Uliana S

La valuta fatta di watt e tonnellate: Elon Musk disegna un'economia in cui il denaro di sempre si dissolve nello spazio-1
Immagine creata con l’aiuto dell’IA

Nella nuova puntata del podcast «The Builders», Elon Musk, conversando con il biografo Walter Isaacson, ha parlato di un futuro che sembra quasi fantascientifico, ma che si fonda su limiti fisici del tutto concreti. La conversazione è uscita il 20 ottobre 2026 e si è rapidamente diffusa attraverso le clip. Musk ha descritto un mondo in cui i robot e la conquista dello spazio possono gonfiare l'economia fino a dimensioni un milione di volte superiori a quelle terrestri. E in questa nuova realtà il denaro di sempre perde senso, aprendo lo spazio a possibilità del tutto diverse.

Elon Musk: quando i robot e lo spazio renderanno superfluo il denaro tradizionale e la ricchezza si misurerà in watt e tonnellate.

«Se avete dei robot, uscite nello spazio e potete costruire un acceleratore di massa sulla Luna, allora potenzialmente si può arrivare a un'economia un milione di volte più grande di quella terrestre. Il denaro diventa irrilevante, — ha detto Musk. — La valuta, certo, resterà, ma penso che sarà misurata con metriche fisiche fondamentali come i watt e le tonnellate, la massa e l'energia. La valuta ordinaria non avrà più importanza».

Video integrale dell’intervista

Un acceleratore di massa è un dispositivo capace di accelerare i carichi con un campo elettromagnetico e di inviarli dalla superficie lunare praticamente senza carburante. Insieme a un esercito di robot capaci di estrarre risorse, costruire e produrre, un tale sistema, secondo Musk, apre la via a una produzione quasi illimitata. Quando il volume di beni e servizi cresce di ordini di grandezza, soddisfare qualsiasi bisogno umano diventa un compito banale. In quel momento il denaro smette di essere un meccanismo di distribuzione della scarsità — perché la scarsità quasi non rimane. Ognuno potrà ottenere qualsiasi bene e servizio desideri. Non è semplice crescita della ricchezza, ma un salto qualitativo verso uno stato di abbondanza, in cui le preoccupazioni materiali passano in secondo piano.

Musk non si è fermato all'economia. Ha detto apertamente che in un mondo simile «non resterà nulla che gli esseri umani possano fare meglio dell'IA e dei robot». Ma invece di trarne conclusioni cupe, ha proposto un'analogia calda e comprensibile: il giardinaggio. Oggi nessuno è obbligato a coltivare ortaggi — li si può comprare al supermercato. Eppure molti continuano a frugare nella terra, perché procura piacere, permette di creare qualcosa con le proprie mani e di condividerlo con gli amici. Lo stesso, secondo Musk, può accadere al lavoro, alla creatività e a qualsiasi altra attività. Le persone troveranno modi per essere felici — così come spesso sono felici coloro che sono andati in pensione e non sono più legati alla necessità di guadagnare. Il tempo liberato può essere dedicato all'arte, alla ricerca, alla socialità o semplicemente a ciò che dà gioia.

Un tema a parte è stato quello del controllo. Se l'intelligenza digitale supererà quella biologica un milione di volte, «è difficile immaginare che gli esseri umani restino al timone». Musk ha aggiunto con la sua caratteristica sobrietà: «Quindi spero che l'IA sia gentile con noi». Ha proposto di instillare nei sistemi la ricerca della verità e la curiosità, e di trattare con maggiore cautela gli infiniti scenari distopici che circolano in rete — perché è proprio su questi dati che i modelli vengono addestrati. Meglio, a suo parere, raccontare storie di «protopia» — un futuro non perfetto, ma raggiungibile e nel complesso buono. Un custode amichevole, un giardiniere o un compagno premuroso — immagini simili possono aiutare a delineare una traiettoria di sviluppo più morbida.

Tutto questo suona come il proseguimento delle antiche idee di Musk sull'energia solare, sui robot Optimus e su una civiltà multiplanetaria. Solo che ora le collega in un'unica catena: i robot producono, lo spazio fornisce risorse ed energia, e la misura del valore non sono più segni cartacei o digitali, ma grandezze fisiche — potenza e massa. Ciò che non si può stampare, ma solo estrarre o generare. In una simile visione del mondo si apre la prospettiva non solo di un'abbondanza materiale, ma anche di un nuovo senso — quando l'essere umano smette di essere un ingranaggio dell'economia e ottiene la libertà di esplorare, creare e semplicemente vivere.

La conversazione lascia spazio alla curiosità. Siamo sulla soglia di un'epoca in cui le leggi economiche di sempre possono cedere il passo alle leggi della fisica. Il watt e la tonnellata sono unità che non si possono stampare. Bisogna estrarle, trasformarle, trasportarle. E se Musk ha ragione, saranno proprio loro la vera misura dell'abbondanza. E l'umanità, forse per la prima volta nella storia, si troverà nella situazione in cui il benessere materiale smetterà di essere una questione di sopravvivenza e diventerà una questione di scelta.

L'intervista lascia dietro di sé una strana sensazione di porta aperta. Dietro di essa c'è un'economia su scala del sistema solare, una valuta fatta di energia pura e una domanda che per ora resta senza risposta: come sarà questo nuovo mondo, se le macchine diventeranno davvero un milione di volte più intelligenti di noi.

24 Visualizzazioni

Commenti

Leggi altri articoli su questo argomento:

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?Esamineremo il tuo commento il prima possibile.