In un mondo dove i suoli salini sottraggono ogni anno all'agricoltura miliardi di dollari, una modesta pianta dai fusti succulenti continua a crescere là dove altre colture periscono. Salicornia, nota anche come asparago di mare, è in grado di sopportare concentrazioni di sale letali per la maggior parte delle piante, rimanendo al contempo commestibile. Un recente studio, pubblicato su Nature Communications, ha individuato i meccanismi genetici di questa straordinaria resistenza.
Gli scienziati dell'Università di Newcastle in Australia, insieme a colleghi di otto paesi, hanno analizzato i genomi completi di sei specie di Salicornia e studiato il DNA di 318 piante raccolte in tutto il mondo. La ricerca è durata cinque anni e ha dimostrato che la tolleranza al sale è un carattere complesso, dipendente da diversi geni e non da uno solo. Tra essi sono stati individuati geni coinvolti nella percezione dello stress salino e nel metabolismo legato alla protezione dagli ioni di sodio.
Salicornia cresce sulle coste, nelle saline e persino nell'acqua di mare. Accumula il sale nei vacuoli delle cellule, mantenendo al contempo l'equilibrio idrico e dei nutrienti. Tali meccanismi permettono alla pianta non solo di sopravvivere, ma anche di svilupparsi attivamente in condizioni che per le colture comuni risultano letali. Secondo i dati dello studio, queste peculiarità genetiche possono diventare la base per la selezione di nuove varietà di grano, riso o ortaggi in grado di crescere su terreni salinizzati.
Il problema della salinizzazione dei suoli si aggrava a causa dell'irrigazione, dei cambiamenti climatici e dell'uso irrazionale delle terre. La scoperta dei geni di Salicornia dà speranza che una parte di questi territori possa essere restituita al ciclo agricolo senza un ulteriore carico sulle risorse idriche.
I dati genetici ottenuti dagli scienziati possono ora essere utilizzati nei programmi di selezione, per trasmettere queste proprietà alle piante coltivate.
È importante comprendere che il percorso dalla scoperta in laboratorio alle prove sul campo richiederà anni, e i risultati non sono garantiti. Ciononostante, il lavoro del team internazionale ha già creato una preziosa collezione di semi e risorse genetiche per le future ricerche. È un passo verso un'agricoltura più sostenibile, in grado di affrontare meglio le sfide ambientali.
L'uso dei geni della tolleranza al sale provenienti dalla natura selvatica aiuta a preservare la fertilità dei terreni e a ridurre la pressione sull'acqua dolce.

