Donald Trump ha annunciato l'intenzione dell'amministrazione di «porre fine» alle norme sulle emissioni di metano introdotte sotto Joe Biden. La dichiarazione è arrivata martedì sera durante un comizio elettorale a Lubbock, in Texas.
Il presidente ha definito queste misure «costose e inutili» e ha promesso che l'abrogazione farà risparmiare ai consumatori e ai produttori di energia 45 miliardi di dollari. Secondo lui, le modifiche permetteranno anche di estrarre altri 210 milioni di barili di petrolio.
Si tratta delle norme del 2024, che per la prima volta stabilirono requisiti nazionali per la riduzione delle perdite di metano negli impianti esistenti del settore petrolifero e del gas. Esse obbligavano le aziende a monitorare e riparare le perdite, nonché a limitare il flaring del gas.
L'Agenzia per la protezione dell'ambiente (EPA) ha presentato un progetto di modifica che indebolisce gli standard per i pozzi a bassa produzione e abroga il programma Super Emitter. Questo programma consentiva a organizzazioni terze di segnalare grandi perdite di metano.
Trump ha sottolineato che le norme di Biden hanno «schiacciato» i piccoli operatori e provocato un aumento dei prezzi. L'amministrazione collega l'abrogazione alla necessità di aumentare la produzione interna e ridurre i costi per gli americani.
I critici avvertono del pericolo per il clima. Il metano resta un potente gas serra, e le precedenti stime dell'EPA prevedevano che le norme di Biden avrebbero ridotto le emissioni del 80 per cento in 14 anni.
Le modifiche arrivano sullo sfondo della campagna elettorale in Texas e della volontà dei repubblicani di sostenere i candidati alle elezioni di midterm. Come influirà l'allentamento dei controlli sulle emissioni reali di metano nei prossimi anni?
In precedenza l'amministrazione Trump aveva già rinviato l'attuazione di alcune disposizioni delle norme e abrogato altre misure climatiche di Biden. Ora l'EPA prepara correzioni più mirate proprio sul metano.

