Il Comitato Olimpico Internazionale 2 novembre ha chiuso l'elenco dei pretendenti per i Giochi estivi del 2036. Ne fanno parte Germania, Ungheria, India, Qatar, Corea del Sud, Sudafrica e Turchia. Sette Paesi, sette storie diverse e sette calcoli diversi: è esattamente così che appare la prima fase di selezione secondo le nuove regole del «Futuro dei Giochi».
International Olympic Committee (IOC) has reconfirmed the list of Interested Parties with a declared interest in hosting the 2036 Olympic Games. Germany, Hungary, India , Qatar, Republic of Korea, South Africa and Türkiye.
Ufficialmente la finestra per la presentazione delle candidature si è chiusa il 31 ottobre. Non sono comparsi nuovi candidati. Ora comincia la lunga strada delle valutazioni: presentazioni online già questo mese, perizia tecnica entro marzo del 2027, e decisione finale solo nel 2029. Per il CIO è il primo test della riforma volta a rendere i Giochi più economici e sostenibili. Per i Paesi è l'occasione di dimostrare di poter non solo ospitare le competizioni, ma trarne un beneficio duraturo.
Dietro gli elenchi asciutti si nasconde una concorrenza serrata. Germania e Corea del Sud dispongono di infrastrutture collaudate e di esperienza. India e Turchia vedono nelle Olimpiadi uno strumento di prestigio nazionale e di slancio economico. Il Qatar ha già dimostrato di saper organizzare megaeventi, mentre Ungheria e Sudafrica cercano il modo di riportare lo sport al centro della vita pubblica dopo anni difficili. Ogni candidato porta con sé i propri rischi: instabilità politica, questioni di diritti umani, sfide climatiche o una sottovalutazione dei costi.
Il momento più interessante non è chi vincerà, ma il fatto che sette candidature parlino di fiducia nel modello olimpico. Anche dopo gli scandali e i superamenti di budget, i Paesi vogliono comunque entrare nel club. Non si tratta solo di stadi e medaglie. Si tratta di come lo sport diventa un terreno per dimostrare forza, fare diplomazia morbida e investire a lungo termine nell'immagine.
Immaginate una famiglia normale che decide di costruire una grande casa: prima fanno i conti, poi guardano quanti anni dovranno pagare il mutuo, e solo dopo pensano alle feste. Allo stesso modo, ora il CIO obbliga i candidati a dimostrare prima che i Giochi non diventeranno un peso finanziario e sociale. Chi supererà questo filtro otterrà non solo il diritto alla cerimonia di apertura, ma anche una vera leva di influenza per i decenni a venire.
La scelta del padrone di casa delle Olimpiadi del 2036 mostrerà in quale direzione si muove lo sport mondiale: verso nuovi centri di potere o verso attori collaudati. Per ora una cosa è chiara: la lotta è appena cominciata, e la posta in gioco è molto più alta delle semplici medaglie d'oro.




