Pogačar contro il tempo e gli avversari: come la stagione 2026 ha mostrato i limiti del dominio e i nuovi orizzonti del ciclismo

Modificato da: Svitlana Velhush

Nella stagione 2026, Tadej Pogačar è tornato al centro dell'attenzione, ma non solo grazie alle vittorie. Il suo dominio nelle classiche e al Tour de France ha incontrato sfide inattese: dagli infortuni all'emergere di giovani talenti che hanno fatto riflettere sul futuro del ciclismo.

Pogačar ha vinto il quinto Tour de France, tre gare monumento — Milano — Sanremo, Giro delle Fiandre e Liegi — Bastogne — Liegi — e diverse tappe. Tuttavia la sua stagione si è interrotta con una caduta alla Vuelta, dove ha riportato la frattura della clavicola e una commozione cerebrale. Secondo fonti, questo è stato un monito sulla fragilità anche degli atleti più straordinari.

Jonas Vingegaard, al contrario, ha completato la «tripla corona» dei grandi giri, vincendo al Giro d'Italia. Al Tour de France era secondo, con un ritardo di 4:30, ma si è ritirato dopo una caduta nella 15ª tappa. Il suo domestique ha osservato che Pogačar appariva «meno brillante» del solito, e la squadra Visma continuava a lottare per la vittoria, non per il secondo posto.

Tra gli altri momenti salienti — la vittoria di Paul Seixas al Giro di Lombardia, che è stata una sorpresa per un corridore di 20 anni, e il trionfo di Wout van Aert alla Parigi — Roubaix. Enric Mas alla Vuelta è riuscito a raggiungere e superare Pogačar in salita, un raro esempio di successo tattico contro lo sloveno.

Questi eventi rivelano non solo i successi individuali, ma anche fattori sistemici: la pressione degli sponsor, i rischi di infortuni e l'evoluzione della tattica nell'era del dominio di un solo atleta. Come negli scacchi, dove un giocatore forte costringe tutti ad adattarsi, così anche qui — gli avversari cercano nuove vie.

La stagione 2026 ha mostrato che, anche con l'apparente monopolio di Pogačar, il ciclismo resta un campo di imprevisti e nuove storie che ne determineranno lo sviluppo nei prossimi anni.

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Fonti

  • The best of the 2026 cycling season: Peerless Pogacar, Vollering perfection, and Van Aert wins Roubaix at last

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