Kawhi Leonard è tornato a Toronto: perché 115 milioni non sono solo un contratto, ma una scommessa sull'eredità

Modificato da: Svitlana Velhush

Kawhi Leonard, che ha 35 anni, avrebbe potuto andare in un'altra squadra o chiedere il massimo. Invece ha accettato 11 milioni in meno e ha rinunciato a 7,5 milioni di dollari di compensazione nello scambio, pur di restare a Toronto. Non sono semplici cifre su un contratto: è una scelta che ribalta la logica abituale della NBA, dove le stelle spesso inseguono il massimo vantaggio.

L'accordo biennale da 115 milioni di dollari con opzione del giocatore per la terza stagione garantisce ai «Raptors» tre anni e 165 milioni su Leonard. Lo scambio dai «Clippers» si è concluso solo il 14 settembre, dopo una lunga indagine della lega su possibili violazioni del tetto salariale a Los Angeles. Ora il club di Toronto, dove Leonard nel 2019 ha portato la squadra all'unico titolo della sua storia, ha la possibilità di ripetere quel successo.

Dietro le quinte non ci sono solo i soldi. Leonard ha preferito Toronto ad altri club interessati, come «Minnesota» e «Detroit». È chiaro che intende chiudere qui la carriera, nonostante l'età e la storia di infortuni. Il club, dal canto suo, sacrifica flessibilità di bilancio per un veterano che ha già dimostrato il proprio valore.

L'analogia è semplice: è come un maestro che avrebbe potuto andare in una bottega prestigiosa per più soldi, ma è rimasto in quella vecchia dove un tempo ha creato un capolavoro, e ora aiuta gli apprendisti. Leonard prende meno perché i «Raptors» possano rinforzare il roster attorno a Scottie Barnes e agli altri giovani.

In senso più ampio, il contratto mostra come sta cambiando il business della NBA. Le stelle valutano sempre più spesso la stabilità e la lealtà al di sopra delle somme massime, soprattutto quando si parla di eredità. Per Leonard è l'occasione di aggiungere un secondo titolo al primo, per il club è la possibilità di ritrovare l'antica gloria.

Che cosa significa per il futuro della lega: i giocatori esperti diventano sempre più spesso non semplici mercenari, ma parte di una strategia a lungo termine delle squadre, disposte a investire su leader collaudati anche al tramonto della carriera.

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Fonti

  • CBC Sports - sports news, opinion, video and streaming

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