Non sorseggiate questo film tutto d'un fiato! "Il mio nome è Agnès" è come un pregiato Bordeaux: inizialmente aspro, poi pura estasi — stordisce, risveglia i sensi e spinge a vivere!

Autore: Svitlana Velhush

Mi chiamo Agneta | Trailer ufficiale | Netflix

Esistono pellicole che colpiscono dritto allo stomaco fin dalle prime sequenze, e altre che richiedono un approccio più misurato, quasi come una degustazione. Il film francese "Il mio nome è Agnès" appartiene proprio a quest’ultima categoria. È un’opera capace di toccare le corde più profonde dell’anima, pur richiedendo un briciolo di pazienza nelle sue battute iniziali.

Nei primi minuti la narrazione potrebbe apparire leggermente dilatata e il ritmo fin troppo compassato. Tuttavia, vale la pena resistere altri dieci minuti! Una volta superata questa barriera invisibile, sarete travolti da un vortice di energia straordinaria. La trama sboccia, diventando dinamica, gioiosa e incredibilmente appagante. Potremmo definirlo così: un film francese, filosofico, moderno e al contempo senza tempo, capace di restare impresso. Ecco spiegato il motivo del paragone con il vino.

Questo cinema è intriso di saggezza. E qui ogni termine conta: è un’opera colma di significato, non infarcita di verità banali fino alla nausea. Il regista dosa i contenuti con un gusto impeccabile, sensibilità e una perfetta calibrazione degli accenti. È come un vino d'annata che non va semplicemente bevuto, ma di cui bisogna saper cogliere l'intero bouquet.

I protagonisti intrecciano dialoghi che verrebbe voglia di annotare per portarli nel cuore come un manifesto di libertà personale:

— Sai chi invidio di più per la loro libertà? I francesi! Bevono, mangiano cibo poco salutare e non gli importa minimamente di ciò che pensano gli altri.

— E chi ti dice che alla gente importi qualcosa di te? Guarda bene, mettiti alla prova e vedrai che a nessuno interessa davvero. Quindi vai e fai quello che non hai mai avuto il coraggio di fare! E non scusarti!

Queste parole sono la chiave per comprendere quell'inconfondibile fascino francese che la pellicola cattura con estrema finezza. In questo contesto, l'essere francesi non è una semplice nazionalità, ma uno stato d'animo, un inno alla liberazione: — Ma in compenso: i francesi sono persone che non giudicano, persone che non condannano nessuno!

Pubblico e critica hanno già ribattezzato "Agnès" come il nuovo "Quasi Amici". Il paragone è assolutamente calzante: vi si ritrova la stessa leggerezza frizzante, lo stesso umorismo vitale e un calore umano straordinario. C'è però una differenza fondamentale. In "Agnès" nessuno è malato e nessuno muore. Non è il racconto del superamento di una tragedia, bensì una celebrazione della pura gioia di esistere. È la libertà di essere se stessi, qui e ora.

— Non guardarmi mai così. Io voglio solo ballare. Tutto ciò che desidero è ballare.

Questo grido dell'anima rompe la quarta parete, rivolgendosi direttamente allo spettatore. E a voi, cosa impedisce di ballare?

La pellicola scorre leggera, pervasa da un umorismo sottile e da una saggezza profonda che tocca il cuore. Lascia addosso un retrogusto piacevole e rassicurante.

Credetemi, quando scorreranno i titoli di coda, non rimpiangerete nemmeno un istante del tempo dedicato alla visione. Al contrario, avrete voglia di uscire subito all'aria aperta, fare un respiro profondo e smetterla, finalmente, di chiedere scusa per il solo fatto di vivere la vostra vita. Proprio per questo, la valutazione di Gaya è 9.0/10.

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Fonti

  • Je m’appelle Agneta | Official Trailer | Netflix

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