Backrooms: le prime reazioni lo definiscono il luogo più inquietante del web

Modificato da: An goldy

Le prime recensioni di pubblico e critica descrivono già il progetto Backrooms come il fenomeno più terrificante apparso in rete negli ultimi anni. L'idea di infiniti uffici dalle pareti gialle, con moquette umida e luci ronzanti, ha immediatamente catturato l'immaginazione di milioni di persone.

La pellicola trasporta lo spettatore in un mondo dove le comuni leggi della realtà smettono di esistere. Non vi sono mostri nel senso tradizionale del termine: solo un vuoto infinito, silenzio e la sensazione di essersi smarriti per sempre. Il regista adotta un approccio minimalista, caratterizzato dalla quasi totale assenza di dialoghi e suoni, eccezion fatta per l'incessante ronzio delle lampade.

Backrooms propone un tipo di paura completamente diverso: lento, esistenziale e profondamente intimo.

Risulta particolarmente memorabile la scena in cui il protagonista apre l'ennesima porta e si ritrova davanti a un corridoio identico al precedente, con un'unica, impercettibile differenza nella disposizione dei mobili. Questo istante trasmette alla perfezione il senso di disperazione e di totale disorientamento.

L'opera è ideale per chi è stanco dei grandi franchise e cerca un orrore silenzioso ma estremamente denso. Chi invece preferisce emozioni immediate ed effetti spettacolari farebbe meglio a evitarlo: qui non troverete inseguimenti, mostri o scene fragorose.

Backrooms ha già influenzato un'intera generazione di autori indipendenti, che hanno iniziato a realizzare le proprie versioni di questo universo. All'orizzonte si prospettano un possibile ampliamento del franchise e nuove sperimentazioni sul formato.

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Fonti

  • Early Reactions Call the Internet's Most Unsettling Horror

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