Nell'ottobre del 2026 l'autorità di regolamentazione svizzera FINMA ha dato il via libera al primo Bitcoin-ETF spot del Paese destinato agli investitori al dettaglio. Il fondo BBIT di BIT Asset Management inizierà a essere negoziato sulla SIX Swiss Exchange già a novembre e, soprattutto, potranno accedervi banche e broker esteri.
A differenza della maggior parte dei prodotti europei, che sono strumenti di debito con rischio emittente, l'ETF svizzero detiene bitcoin direttamente. Gli attivi del fondo sono giuridicamente separati dalla società di gestione, il che offre agli investitori una protezione aggiuntiva in caso di problemi della società di gestione. FINMA ha fatto un'eccezione alle regole di diversificazione: il bitcoin ha una storia di negoziazione e volumi sufficienti perché il fondo possa investirvi tutte le sue risorse.
Per la Svizzera non si tratta semplicemente di un altro prodotto finanziario. Il Paese si propone da tempo come hub delle criptovalute, coniugando una regolamentazione rigorosa con l'innovazione. Ora gli operatori di mercato esteri ottengono un canale agevole per operare con bitcoin regolamentati senza dover creare proprie strutture. Le vendite pubbliche del fondo sono però consentite solo all'interno della Svizzera: in altri Paesi l'accesso dipenderà dalle norme locali.
Per l'investitore comune questo significa un nuovo modo di aggiungere bitcoin al portafoglio tramite un conto titoli abituale, anziché tramite exchange di criptovalute con i loro rischi. Invece di tenere monete su un wallet o in un prodotto non regolamentato, si può acquistare una quota del fondo sotto la vigilanza di FINMA. È vero però che la volatilità non sparirà: il prezzo dell'ETF seguirà le oscillazioni del bitcoin e quindi anche i rischi resteranno elevati.
La decisione di FINMA sottolinea un cambiamento importante: le autorità di regolamentazione cominciano a riconoscere che le cripto-attività mature richiedono un approccio specifico. La Svizzera è stata la prima in Europa a proporre un ETF spot destinato ai clienti al dettaglio, anziché l'ennesimo ETP. Questo può diventare un segnale per altre giurisdizioni, ma per ora resta un vantaggio locale del sistema finanziario alpino.
In definitiva, il Bitcoin-ETF svizzero non è solo uno strumento per la speculazione, ma un altro mattone nella costruzione di un mercato delle attività digitali più trasparente e protetto. Per chi da tempo guarda con interesse alle criptovalute, si profila un'alternativa regolamentata che non richiede di rinunciare ai consueti intermediari finanziari.


