Cicli della coscienza: come un modello matematico descrive le fasi successive della meditazione

Modificato da: Elena HealthEnergy

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Nella meditazione focalizzata, la coscienza non scorre fluida come un fiume, ma transita attraverso fasi distinte: una concentrazione intensa sul respiro cede il passo a una percezione di spazialità, che a sua volta lascia spazio a una sottile consapevolezza dell'atto stesso dell'osservare. Un nuovo studio propone un modello matematico in grado di riprodurre queste transizioni attraverso la dinamica di vaste popolazioni neuronali della corteccia.

Gli scienziati del laboratorio L2S presso il CNRS in Francia — M. Virginia Bolelli, Luca Greco e Dario Prandi — hanno presentato un lavoro che combina dinamica eteroclinica e modelli discreti di campi neuronali. Secondo il preprint apparso su arXiv circa ventiquattr'ore fa, questa combinazione permette di descrivere i pattern ciclici di attività caratteristici proprio della pratica della meditazione focalizzata.

La maggior parte delle precedenti ricerche neuroscientifiche sulla meditazione ha registrato cambiamenti generali, come l'aumento del ritmo theta o alterazioni nella corteccia prefrontale. Sebbene questi dati siano fondamentali, non spiegano il meccanismo della rigorosa successione degli stati. Il nuovo modello colma questa lacuna, illustrando come le interazioni all'interno delle popolazioni neuronali creino regimi stabili tra i quali avvengono le commutazioni.

Il meccanismo chiave risiede nel fatto che i cicli eteroclinici permettono agli insiemi di neuroni di passare da uno stato stabile all'altro attraverso punti di instabilità. Si immagini un paesaggio con diverse conche: in ogni cavità, la "sfera" del pattern di attività corrente può rimanere a lungo, ma una piccola perturbazione causata dal reindirizzamento intenzionale dell'attenzione la spinge a rotolare in una conca vicina. Secondo gli autori, è proprio in questo modo che si dispiega la sequenza delle fasi cognitive durante la meditazione.

Tale approccio solleva interrogativi sulla natura della coscienza come processo continuo. A differenza delle teorie che enfatizzano la diffusione globale dell'informazione, qui l'accento è posto sulle interazioni locali di popolazione che generano sequenze ordinate. Con ogni probabilità, questo quadro si rivelerà utile per comprendere non solo la meditazione, ma anche altri stati alterati, incluse determinate fasi del sonno o dell'ipnosi.

Per il momento il modello rimane teorico e gli autori sottolineano la necessità di verifiche mediante registrazioni ad alta precisione dell'attività cerebrale. Ciononostante, esso offre già una prospettiva su come le pratiche contemplative possano influenzare le traiettorie della dinamica neuronale. Se studi futuri confermeranno queste previsioni, ciò cambierà l'approccio allo studio della coscienza, ponendo l'accento sulla sua organizzazione discreto-ciclica.

In una prospettiva più ampia, il lavoro ricorda che anche le esperienze più soggettive hanno basi matematiche rigorose nell'organizzazione delle popolazioni neuronali. L'invito è a riflettere su quanto anche le transizioni quotidiane dell'attenzione obbediscano a simili cicli nascosti.

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Fonti

  • Modeling sequential cognitive states via population level cortical dynamics

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