Un tribunale federale di New York, il 21 agosto 2026, ha annullato la politica dell'amministrazione Trump che aveva sospeso il rilascio di visti di immigrazione ai cittadini di 75 paesi.
La decisione è stata emessa da un giudice del Distretto Sud di New York. Egli ha stabilito che il provvedimento eccede i poteri del Segretario di Stato Marco Rubio.
Il divieto è entrato in vigore il 21 gennaio 2026. Il Dipartimento di Stato ha sospeso il rilascio di visti di immigrazione per i cittadini di paesi dell'Africa, dell'Asia, dell'America Latina e di altre regioni, inclusa la Russia. La motivazione addotta è stata la necessità di rivedere la politica della «public charge» — il rischio che gli immigrati diventino un onere per le finanze pubbliche.
La causa è stata intentata nel febbraio 2026 da organizzazioni che assistono gli immigrati e da singoli richiedenti. Essi hanno sostenuto che il divieto violi la legge sull'immigrazione e sia privo di basi legali per un rifiuto categorico basato sulla nazionalità.
La sentenza riguarda esclusivamente i visti rilasciati all'estero. Non annulla altre restrizioni relative all'ingresso o all'elaborazione delle domande all'interno degli Stati Uniti.
Cosa significa questo per le migliaia di persone le cui domande di ricongiungimento familiare o di lavoro in America sono rimaste bloccate per mesi?
L'amministrazione Trump aveva precedentemente introdotto misure simili, citando la sicurezza nazionale e l'autosufficienza finanziaria degli immigrati. I critici della politica ne hanno sottolineato il carattere discriminatorio e l'assenza di una valutazione individuale per ogni caso.
Ora il Dipartimento di Stato dovrà rivedere l'approccio all'elaborazione delle domande provenienti da questi paesi. L'esito del caso potrebbe influenzare future controversie riguardanti le restrizioni sull'immigrazione.
