L'UE ha ammorbidito la strategia artica, rinunciando a un divieto globale delle trivellazioni

Modificato da: Svitlana Velhush

L'Unione europea ha presentato una nuova strategia per l'Artico 20 ottobre 2026. Il documento mantiene l'obiettivo generale — non consentire lo sfruttamento di petrolio, carbone e gas nella regione qualora esso minacci l'ecosistema.

Al tempo stesso Bruxelles ha rinunciato a un punto chiave della strategia del 2021. Allora l'UE prometteva di adoperarsi per un obbligo giuridico internazionale volto a vietare qualsiasi ulteriore sviluppo delle riserve di idrocarburi nell'Artico e nelle zone adiacenti, nonché ad astenersi dall'acquistare prodotti provenienti da tali progetti.

Nella nuova versione questo impegno non c'è. Un portavoce ufficiale dell'UE ha spiegato: il mondo cambia, e ottenere un ampio accordo multilaterale è diventato più difficile a causa delle posizioni dei diversi attori.

La strategia ora si concentra maggiormente sulle questioni di sicurezza. Il documento sottolinea la crescente tensione geopolitica — la competizione tra Russia, Cina e Stati Uniti nella regione. L'UE intende utilizzare più attivamente i sistemi satellitari Copernicus e Galileo per il monitoraggio, anche della flotta ombra di petroliere.

La Norvegia, fornitore chiave di gas per l'UE, ha fatto un'intensa pressione per ammorbidire la posizione. Il Paese continua a sviluppare progetti nel Mare di Barents e si oppone a rigide restrizioni climatiche sulle estrazioni artiche.

La nuova strategia sottolinea la priorità delle fonti rinnovabili e degli idrocarburi estratti al di fuori dell'Artico. Al tempo stesso l'UE intende ancora lavorare con i partner per la protezione del fragile ambiente artico.

Come cambierà l'equilibrio tra obiettivi climatici e sicurezza energetica nei prossimi anni?

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Fonti

  • Environment | Financial Times

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