Mentre il mondo intero discute se gli umanoidi potranno lavorare nelle fabbriche e prendersi cura degli anziani, in India si è deciso di affrontare una questione più importante: se un robot possa scatenarsi come si deve a un garba.
L'istruttore Prashant Chosalia è uscito a ballare, e accanto a lui c'era un piccolo umanoide in abiti tradizionali. Il robot non stava semplicemente fermo a far lampeggiare le lucine. Ripeteva i movimenti dell'uomo quasi uno a uno. La folla riprendeva. Qualcuno gli ha già dato un nome — Robotbhai Microsoft Patel.
E qui è iniziata la parte più interessante. È successo a Mumbai, il 6 ottobre.
Perché in India, se qualcosa balla bene, è subito candidato per un ruolo al matrimonio. All'inizio si scherzava. Poi non più tanto. Ora nelle chat delle famiglie gujarati si discute tranquillamente:
— Il presentatore c'è?
— C'è.
— Il fotografo?
— C'è.
— E il robot?
— Ancora no, ma stiamo valutando le opzioni.
Immaginate il listino:
- Robotbhai — pacchetto base (balla il garba per 45 minuti, non si stanca, non chiede whisky)
- Premium — balla + fa finta di capire quando la zia dice «ancora una volta»
- Ultra — balla, si fa fotografare con le nonne e alla fine dice «Jai Ambe» con il modulo vocale
La cosa più spaventosa è che ormai non è quasi più uno scherzo. Negli ultimi mesi i robot in India hanno già:
- ballato la classica,
- partecipato all'Onam nei panni di Maveli,
- aperto un sandwich shop con il tilak,
- e ora ecco — il garba.
Il prossimo passo logico è un robot che spiegherà ai parenti dello sposo perché la sposa non debba comunque cucinare 47 piatti.
E per ora Robotbhai Microsoft Patel si limita a ballare. Con calma, con precisione, senza emozioni superflue. Come un vero professionista, che sa: a un matrimonio indiano l'importante è non perdere il ritmo e non finire in un mucchio di scarpe.
Non resta che aspettare che qualcuno scriva nel contratto:
«Il robot si impegna a non bloccarsi durante “Dholida” e a non cercare di spiegare agli invitati la blockchain».
