L'Indonesia ha riportato l'oro: un esordiente di 19 anni ha ribaltato la finale dei Giochi Asiatici

Modificato da: Svitlana Velhush

Nella finale del torneo maschile a squadre di badminton ai Giochi Asiatici del 2026, l'Indonesia è risalita da 0:2 e ha battuto la Cina con il punteggio di 3:2. La vittoria, conquistata il 24 settembre a Itinomiya, ha interrotto un'attesa dell'oro durata 28 anni — l'ultimo successo risaliva a Bangkok 1998.

La Cina è partita con sicurezza: Shi Yuqi ha superato Jonathan Christie, mentre la coppia Liang Weikeng — Wang Chang ha avuto la meglio su Fajar Alfian e Muhammad Shohibul Fikri. Il punteggio di 2:0 ha spinto molti a preparare già le congratulazioni per i campioni in carica, che puntavano al terzo titolo consecutivo.

La svolta è arrivata nel terzo incontro. Alvi Farhan, in un'estenuante partita in tre set, ha superato Li Shifeng — 23:21, 15:21, 21:16. Questa vittoria non si è limitata a ridurre il divario: ha restituito agli indonesiani la fiducia nelle proprie forze e ha mostrato quanto rapidamente possa cambiare la psicologia di una squadra quando un giocatore si rifiuta di arrendersi.

Poi la coppia Leo Rolly Carnando e Daniel Marthin ha pareggiato il punteggio, battendo He Jiting e Liu Yi. Tutto si è deciso nella quinta e decisiva partita: il 19enne Mohammad Zaki Ubaidillah (Ubed) contro Weng Hongyang. Il giovane indonesiano ha salvato quattro game point nel primo set e ha poi chiuso con sicurezza il secondo — 23:21, 21:13.

Questa vittoria non è soltanto il risultato di una partita. Dimostra come, in uno sport di squadra, un giovane atleta, libero dalla pressione delle sconfitte passate, possa ribaltare l'andamento di un intero torneo. L'analogia è semplice: come negli scacchi una sola mossa precisa nel finale cambia tutta la partita, così qui l'incontro decisivo è diventato il catalizzatore per tutta la nazionale.

Per l'Indonesia, dove il badminton è una passione nazionale, l'oro non significa soltanto una medaglia, ma anche la conferma che il ricambio generazionale funziona. La Cina, dal canto suo, è ora costretta a rivedere il proprio approccio alla preparazione, perché persino il dominio in singole discipline non garantisce il successo di squadra.

La vittoria di Ubaidillah dimostra che nello sport di alto livello il fattore decisivo spesso non è l'esperienza, bensì la capacità di mantenere la calma nel momento in cui tutto è in gioco.

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Fonti

  • #DAILYTOP5 (ASIA)

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