Vent'anni fa il completamento del progetto «Genoma umano» regalò alla scienza un testo di tre miliardi di lettere. Sembrava che l'essenziale fosse fatto — il libro della vita era stato letto. In realtà le difficoltà erano appena cominciate: capire che cosa significhi ogni sostituzione di una singola lettera e come essa cambi il funzionamento delle cellule si rivelò molto più complesso che leggere la sequenza.
DeepMind 8 settembre 2026 ha presentato Atlas AlphaGenome — un database di circa un petabyte. In esso sono precalcolate le conseguenze molecolari di oltre nove miliardi di possibili sostituzioni di un singolo nucleotide nel genoma umano di riferimento. È trenta volte più grande del database di AlphaFold. L'accesso alla risorsa è aperto gratuitamente per scopi scientifici tramite portale web, API e integrazioni con altri strumenti.
Il modello AlphaGenome, pubblicato su Nature all'inizio dell'anno, è in grado di analizzare fino a un milione di basi alla volta e di prevedere l'effetto di una variante sull'apertura della cromatina, sul legame dei fattori di trascrizione, sulle modificazioni degli istoni, sullo splicing dell'RNA e sul livello di espressione genica. Atlas trasforma queste previsioni in un prontuario pronto all'uso: invece di avviare ogni volta calcoli pesanti, i ricercatori ottengono risultati già pronti e un ulteriore indicatore integrale, l'AVI. Esso combina le valutazioni di AlphaGenome e AlphaMissense, aiutando a classificare le varianti in base al potenziale impatto sia nelle regioni codificanti sia in quelle non codificanti.
Il valore pratico è già stato confermato in ricerche reali. In collaborazione con il GREGoR Consortium e il Broad Institute, l'AVI ha contribuito a individuare una variante nel gene DNM1 in un bambino con encefalopatia epilettica non diagnosticata: il modello ha indicato la creazione di un sito di splicing anomalo, cosa che in seguito gli esperimenti hanno confermato. Nel lavoro con la UK Biobank, l'applicazione delle previsioni di Atlas ha aumentato del 22 per cento il numero di associazioni non codificanti individuate e ha permesso di restringere centinaia di candidati a pochi varianti regolatorie chiave che influenzano il livello delle proteine plasmatiche e l'indice di massa corporea.
Atlas non solo classifica le varianti, ma individua anche più di 2500 motivi brevi ripetuti del DNA — le «parole» del genoma che determinano dove e come funzionano le proteine regolatorie. Questo fornisce ulteriori indizi sui meccanismi attraverso i quali una mutazione può compromettere il normale funzionamento della cellula. Allo stesso tempo, gli sviluppatori e gli esperti indipendenti sottolineano i limiti: un punteggio AVI elevato indica un effetto molecolare evidente, ma non equivale a una patogenicità dimostrata. Le previsioni riguardano il livello molecolare, non gli esiti clinici finali, e richiedono ulteriori verifiche sperimentali.
La risorsa abbassa la soglia di accesso per i laboratori privi di enormi potenze di calcolo e riduce la duplicazione dei calcoli. Come nel caso di AlphaFold, l'accesso aperto accelera il progresso collettivo, permettendo di concentrarsi sull'interpretazione e sugli esperimenti anziché sull'avvio ripetuto dei modelli.



