Una nuova ricerca condotta dal Project CETI ha rivelato per la prima volta che le vocalizzazioni dei capodogli contengono elementi strutturali sorprendentemente simili alle vocali del linguaggio umano.
Questo studio si basa sull'analisi acustica di migliaia di registrazioni effettuate al largo della Dominica, uno dei pochi luoghi al mondo dove i capodogli vivono in comunità matriarcali stabili e interagiscono regolarmente attraverso suoni complessi.
I risultati indicano chiaramente che l'oceano non è avvolto dal silenzio, ma è un ambiente in cui avvengono veri e propri dialoghi.
I ricercatori hanno scoperto che i cosiddetti codici dei capodogli, ovvero sequenze ritmiche di clic, non sono casuali ma organizzati in modo logico.
All'interno di queste sequenze sono state identificate due categorie di segnali costanti:
- suoni di tipo a
- suoni di tipo i
È importante precisare che non si tratta di vocali in senso letterale.
Tuttavia, esse rappresentano categorie fonologiche, ovvero il livello strutturale su cui si fondano tutte le lingue umane.
Un elemento ancora più significativo riguarda la gestione del tempo nella comunicazione.
La durata dei singoli clic è in grado di modificare radicalmente il senso del messaggio trasmesso.
I capodogli utilizzano quindi l'architettura temporale del suono come un vero e proprio veicolo di informazioni.
Fino ad oggi, si riteneva che una complessità linguistica di questo tipo fosse una caratteristica esclusiva degli esseri umani.
Ora sappiamo che i capodogli possiedono:
- ritmo
- variazioni di durata
- categorie di suoni
- strutture ripetibili
Questi non sono più considerati semplici segnali acustici isolati.
Siamo di fronte a un sistema di comunicazione completo.
Tale sistema si è evoluto in modo del tutto indipendente dalla parola umana, dato che le nostre strade evolutive si sono separate circa 90 milioni di anni fa.
A differenza del canto delle balene megattere, che segue forme più vicine alla musica, i codici dei capodogli funzionano in modo diverso.
Essi operano come un vero e proprio scambio interattivo tra individui.
La comunicazione si manifesta attraverso:
- repliche dirette
- risposte specifiche
- coordinamento all'interno del gruppo
Proprio per questo motivo, gli esperti del Project CETI considerano questi suoni come la possibile base di un sistema linguistico non umano.
Per l'analisi di questi dati complessi sono stati impiegati metodi avanzati di intelligenza artificiale.
L'uso del machine learning ha permesso di identificare schemi ricorrenti che sfuggivano all'osservazione tradizionale:
- struttura spettrale
- durata dei clic
- variazioni degli intervalli
- contesto delle sequenze
Questa è la prima volta che il sistema acustico dei capodogli viene indagato a un livello fonologico così profondo.
In altre parole, la ricerca si sta concentrando sulla struttura stessa del loro linguaggio.
L'importanza di questa scoperta nel contesto attuale è straordinaria.
Ci siamo avvicinati per la prima volta alla frontiera della traduzione di un linguaggio non umano.
Non si tratta di una metafora, ma di un traguardo scientifico che potrebbe permetterci di capire cosa l'oceano dice di se stesso.
Questo evento ha aggiunto nuovi elementi fondamentali alla nostra comprensione del pianeta:
- è emerso che il linguaggio può nascere anche al di fuori della specie umana
- è stato dimostrato che la cultura può prosperare nelle profondità oceaniche
Per la prima volta nella storia della scienza, iniziamo a percepire i segni di un altro sistema sociale intelligente sulla Terra.
L'umanità si è a lungo considerata l'unica voce consapevole del pianeta.
Oggi appare chiaro che abbiamo sempre vissuto immersi in altri mondi parlanti.


