A settembre attraverso le carte stablecoin sono passati 1,2 miliardi di dollari — il triplo rispetto all'anno precedente. Una cifra che, a prima vista, può sembrare modesta rispetto ai trilioni di pagamenti tradizionali, ma che segnala un cambiamento: i dollari digitali smettono di essere uno strumento di nicchia per speculatori e diventano un modo per pagare un caffè o uno stipendio in centinaia di paesi.
Stripe ha annunciato l'intenzione di portare le proprie carte stablecoin in più di 100 paesi entro la fine del 2026. Il programma, lanciato a marzo in 18 paesi prevalentemente dell'America Latina grazie alla partnership con Visa e all'infrastruttura di Bridge, si dirige ora verso Europa, Asia, Africa e Medio Oriente. L'azienda ha acquisito Bridge per 1,1 miliardi di dollari nel 2024 e Privy nel 2025, mentre a capo della divisione crypto è arrivato Henri Stern, proveniente da Privy. Le carte permettono di spendere stablecoin direttamente sulla rete Visa — oltre 175 milioni di punti vendita — con la possibilità di regolamenti on-chain.
Dietro questa espansione non c'è solo un aggiornamento tecnologico, ma un cambiamento della logica del denaro. Le banche tradizionali e i sistemi di pagamento hanno guadagnato per decenni sulla conversione valutaria, sulle commissioni e sui ritardi nei trasferimenti transfrontalieri. Le stablecoin ancorate al dollaro accorciano queste catene: i regolamenti avvengono sulla blockchain, senza l'obbligo di convertire in valuta locale a ogni passaggio. Per i freelance in Argentina o gli imprenditori in Nigeria questo significa minori perdite sui tassi di cambio e un accesso più rapido ai fondi.
La crescita dei volumi conferma la domanda: secondo i dati di PaymentScan, la spesa tramite carte stablecoin è triplicata in un anno. Stripe ha già emesso più di 400 milioni di carte dal 2018 e gestisce centinaia di miliardi di dollari. Ora questa infrastruttura si integra con le stablecoin, rendendole un «plug-and-play» per aziende come Kraken, Ramp e Morse. L'azienda sottolinea che il suo approccio è «completamente agnostic» rispetto a una specifica stablecoin o blockchain — sono i clienti a scegliere lo stack.
Tuttavia, dietro la comodità si nascondono anche dei rischi. La stabilità delle stablecoin dipende dalle riserve e dalle regolamentazioni, e la diffusione globale delle carte richiede il rispetto delle norme in ogni giurisdizione. Stripe si posiziona come un ponte tra il vecchio e il nuovo sistema finanziario, ma il successo dipende dalla rapidità con cui regolatori e utenti accetteranno questo ibrido.
In definitiva, l'espansione di Stripe non riguarda soltanto le carte. Riguarda il modo in cui i pagamenti abituali assorbono progressivamente la logica della blockchain, rendendo i dollari digitali parte dell'economia quotidiana per milioni di persone in tutto il mondo.

