La scorsa settimana il Ministero della Sicurezza dello Stato cinese ha dichiarato senza mezzi termini: le criptovalute servono da «complici» nello spionaggio, e la loro presunta totale anonimità è soltanto un'illusione. Secondo il dicastero, i servizi segreti stranieri sfruttano il mito dei trasferimenti invisibili per reclutare persone e inviare loro denaro in cambio di informazioni riservate. La blockchain, invece, conserva ogni transazione per sempre e pubblicamente.
Non si tratta di un semplice ennesimo avvertimento da Pechino, dove le operazioni in criptovaluta sono da tempo fuori legge. Il punto è una proprietà fondamentale del denaro digitale: esso lascia tracce che, volendo, si possono ricomporre in una catena. Le registrazioni sulla blockchain sono immutabili, e lo scambio con valuta tradizionale, le interfacce di pagamento e gli indirizzi IP permettono spesso di collegare un portafoglio a una persona reale. Ciò che un tempo veniva venduto come strumento di libertà finanziaria, nelle mani dello Stato si trasforma in uno strumento di controllo.
Per la persona comune questo significa una cosa semplice: la speranza di nascondere capitali o redditi dietro un indirizzo pseudonimo funziona sempre peggio. Anche se non vi occupate di spionaggio, qualsiasi operazione consistente in criptovaluta può essere ricostruita dagli analisti — soprattutto quando attraversa le frontiere o coinvolge gli exchange. Le autorità cinesi sottolineano che sono proprio i servizi segreti stranieri a diffondere il mito della «non tracciabilità», per ridurre i timori dei potenziali agenti.
Gli interessi in gioco sono evidenti. Lo Stato protegge il proprio sistema finanziario e la sicurezza nazionale, ricordando al tempo stesso ai cittadini che tutte le tracce digitali conducono a persone reali. Per chi cerca modi di conservare o accrescere i propri risparmi al di fuori delle banche tradizionali, la lezione è dura: la piena privacy nel denaro è un'eccezione, non la regola. La blockchain è trasparente per sua natura, e questa proprietà non viene sfruttata solo dai trader, ma anche da chi li osserva.
In definitiva, l'avvertimento di Pechino non colpisce soltanto le spie. Esso ricorda a tutti coloro che hanno a che fare con le criptovalute che il denaro, anche quello digitale, raramente resta davvero anonimo. Quanto più il sistema è complesso, tanto più facile è trovarvi il filo giusto — basta volerlo.
