La Thailandia, che per lungo tempo ha mantenuto la reputazione di uno dei paesi più ospitali per i turisti, nel 2026 ha notevolmente inasprito le regole d'ingresso. Dal 15 settembre il periodo standard senza visto si è ridotto da 60 a 30 giorni per i cittadini di 60 paesi, tra cui gli Stati Uniti e la maggior parte degli Stati europei. Questa modifica, pubblicata nella Gazzetta Reale alla fine di agosto, è stata la diretta conseguenza della scadenza della misura temporanea introdotta per rilanciare il turismo dopo la pandemia.
Le nuove regole non si limitano a ridurre i termini: cambiano la stessa logica della pianificazione del viaggio. La proroga di ulteriori 30 giorni ora è possibile solo a discrezione degli ufficiali dell'immigrazione e non è garantita. Ai viaggiatori si consiglia di orientarsi in anticipo sul limite di 30 giorni oppure di richiedere un visto turistico attraverso il sistema e-visa. Contemporaneamente viene introdotta la carta digitale di arrivo Thailand Digital Arrival Card, che sostituisce gradualmente il modulo cartaceo TM6.
Parallelamente le autorità hanno aggiornato le raccomandazioni sulla sicurezza. Nelle zone più frequentate — Bangkok, Phuket, Chiang Mai — restano gli avvertimenti su borseggi, sovrapprezzi e truffe nelle aree del divertimento. Nelle province meridionali di Narathiwat, Pattani e Yala rimangono i severi consigli di evitare i viaggi non essenziali a causa della persistente tensione.
Anche i rischi stagionali hanno ricevuto una trattazione più dettagliata. Da maggio a ottobre l'attivo monsone di sud-ovest porta forti piogge, inondazioni e frane nelle regioni settentrionali e meridionali. Sulle coste del Mar Andamano e del Golfo del Siam si verificano periodicamente correnti pericolose, perciò ai turisti si consiglia di seguire scrupolosamente i segnali dei bagnini e di scegliere operatori affidabili.
Anche la sanità e le insidie quotidiane sono al centro dell'attenzione. La dengue resta una minaccia concreta nella stagione delle piogge, mentre l'assistenza medica nelle grandi località turistiche è buona ma costosa. Un'assicurazione che copra l'evacuazione è raccomandata a tutti senza eccezioni. Le truffe con le moto d'acqua, con i gioielli e con i negozi "speciali" vengono descritte come un problema persistente.
Il traffico stradale continua a rappresentare uno dei principali pericoli: le statistiche degli incidenti in Thailandia restano elevate. A chi noleggia motociclette si ricorda la necessità del casco, della patente e dell'assicurazione, mentre si consiglia di evitare gli autobus interurbani notturni.
Nel complesso gli aggiornamenti del 2026 mostrano che la Thailandia sta passando da una politica di massima accessibilità a un turismo più controllato e sicuro. Per chi pianifica un viaggio, la conclusione principale è semplice: verificate i requisiti aggiornati dell'ambasciata e del consolato del vostro paese, stipulate un'assicurazione affidabile e seguite le fonti ufficiali di informazione sul posto.


